Una crisi che si allarga e cambia rapidamente volto, trasformandosi da caso isolato a vero e proprio terremoto politico. Le dimissioni di Giusi Bartolozzi, travolta dalle polemiche per le sue parole sui magistrati definiti “un plotone di esecuzione”, segnano il punto più alto di una tensione che da giorni scuote la maggioranza.
L’uscita, pronunciata durante un’intervista televisiva, ha provocato una reazione a catena, rendendo inevitabile il passo indietro. Un epilogo che si intreccia con un’altra vicenda delicata: quella del sottosegretario Andrea Delmastro, che ha lasciato l’incarico ammettendo una “leggerezza” nel caso della cosiddetta “Bisteccheria”. Due episodi distinti, ma accomunati da un impatto politico significativo e da una crescente pressione sull’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Nel frattempo, cresce l’attesa per l’intervento del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che domani sarà alla Camera per riferire proprio sulla vicenda Delmastro. Un passaggio parlamentare destinato a chiarire non solo i fatti, ma anche la tenuta politica del governo su un terreno delicatissimo come quello della giustizia.
Ma è sul fronte territoriale che la tensione si fa ancora più esplicita. In Piemonte, infatti, si alza con forza il coro del Movimento 5 Stelle contro la vicepresidente della Regione Elena Chiorino. Una richiesta di dimissioni che arriva compatta e con nomi ben precisi: Sarah Disabato, capogruppo regionale, Alberto Unia e Pasquale Coluccio, consiglieri regionali, l’On. Chiara Appendino, la Sen. Elisa Pirro e l’On. Antonino Iaria.
Sono loro a firmare e sostenere una posizione netta: dopo quanto emerso e alla luce delle vicende nazionali, anche Chiorino dovrebbe fare un passo indietro, “quantomeno per opportunità politica”.
Secondo gli esponenti pentastellati, i chiarimenti richiesti in Consiglio regionale non sono arrivati e difficilmente arriveranno prima della prossima seduta. Un vuoto che, a loro avviso, rende ancora più urgente una presa di responsabilità.
Intanto, sul piano nazionale, l’opposizione continua a incalzare. Giuseppe Conte parla di danno grave all’immagine delle istituzioni, mentre Matteo Renzi attacca direttamente la premier. Sullo sfondo, resta aperta anche la questione che riguarda la ministra Daniela Santanchè, sempre più spesso evocata nel dibattito politico.
Il risultato è un quadro in continua evoluzione, dove le dimissioni di Bartolozzi rappresentano solo l’ultimo tassello di una crisi più ampia. E mentre il governo prova a contenere l’urto, dal territorio arriva un segnale chiaro: la richiesta di responsabilità politica non si ferma ai palazzi romani, ma si estende ormai a ogni livello istituzionale.
