Si è chiusa alle 23 la prima giornata di voto per il referendum sulla giustizia, con un dato che restituisce una fotografia ancora in evoluzione ma già significativa: l’affluenza nazionale ha superato il 45%, segnale di un interesse diffuso ma non omogeneo lungo la Penisola. Le urne riapriranno domani mattina alle 7 per l’ultima finestra di voto, che si concluderà alle 15.
Nei principali capoluoghi italiani emerge una partecipazione a velocità differenziate, specchio di un Paese diviso non solo sulle scelte politiche, ma anche sull’urgenza percepita dei temi referendari. In testa si collocano Bologna (56,8%) e Firenze (56,5%), dove più di un elettore su due ha già espresso la propria preferenza. Milano segue con un solido 53%, confermando la tradizionale propensione al voto del capoluogo lombardo.
Nel gruppo intermedio si attestano Venezia (49,5%), Torino (49,8%), Vercelli (47,32) e Roma (49,1%), tutte a ridosso della soglia simbolica del 50%, che potrebbe essere superata con il contributo decisivo della giornata di domani. Più distaccate, invece, Bari (40,8%) e soprattutto Napoli, ferma al 37,6%, dove l’affluenza resta sensibilmente più bassa rispetto alla media nazionale.
Il dato complessivo, ancora parziale, lascia aperta la partita sul raggiungimento del quorum, vero banco di prova della consultazione. Saranno dunque le prossime ore a determinare l’esito di una tornata referendaria che, al di là dei numeri, rappresenta un passaggio cruciale nel dibattito sulla riforma della giustizia e sugli equilibri tra poteri dello Stato.
Tutti gli occhi sono ora puntati sulla giornata conclusiva: sarà la partecipazione dell’ultima ora a decidere l’esito del referendum.
