Il Napoli trema, vacilla, ma alla fine resta in piedi. Al “Maradona” i campioni d’Italia piegano 2-1 un Lecce coraggioso e feroce nella corsa salvezza, capace di mettere alle corde la squadra di Antonio Conte per lunghi tratti. La differenza, ancora una volta, arriva nella ripresa: dalle scelte del tecnico azzurro e dalla qualità che emerge quando la partita si accende.
È una vittoria che pesa anche per la classifica. Con i tre punti il Napoli accorcia a nove lunghezze dall’Inter capolista, frenata dall’Atalanta, e resta agganciato alla scia della lotta per il vertice. Per il Lecce, invece, si interrompe una serie positiva che durava da tre giornate, ma resta la prova di personalità di una squadra viva.
Partenza shock
Il Napoli viene colto subito di sorpresa. Bastano tre minuti al Lecce per spezzare l’equilibrio: sugli sviluppi di un’azione insistita, la difesa azzurra perde le marcature e lascia completamente solo Siebert, che svetta di testa e infila la porta. Un colpo improvviso che gela il Maradona.
La squadra di Luca Gotti non si limita a difendere il vantaggio. Al contrario, continua a spingere con coraggio e sfiora anche il raddoppio, approfittando delle difficoltà di un Napoli lento nella manovra e impreciso nelle coperture.
Col passare dei minuti gli azzurri provano a reagire. A scuotere la partita sono soprattutto le accelerazioni di Alisson Santos, capace di creare scompiglio sulla fascia con una serie di dribbling che accendono il pubblico. Ma il Lecce resta pericoloso: Stulic trova spazi e costringe la difesa partenopea a restare in allerta.
L’occasione più nitida per il pareggio arriva nel finale di tempo, quando Politano si libera al tiro ma colpisce soltanto l’esterno della rete. All’intervallo il tabellone racconta ancora la sorpresa: Lecce avanti 1-0.
La svolta di Conte
Negli spogliatoi Conte capisce che serve una scossa immediata. Il tecnico cambia subito volto alla squadra: dentro McTominay e De Bruyne, fuori un Anguissa ancora lontano dalla migliore condizione. È la mossa che ribalta l’inerzia della partita.
Il Napoli entra in campo con un’altra intensità e trova il pareggio praticamente subito. Al 47’ Politano inventa l’assist giusto per Højlund, che non sbaglia e ristabilisce l’equilibrio.
La partita cambia ritmo. Gli azzurri prendono campo e fiducia, mentre il Lecce comincia a concedere qualcosa. Falcone diventa decisivo su Alisson Santos, evitando il sorpasso con un intervento di grande riflesso.
Il ritorno di Politano
Il gol della rimonta arriva comunque al 67’. È anche una liberazione personale: Politano raccoglie un pallone in area e lo colpisce al volo con precisione, battendo Falcone.
Per l’esterno azzurro è il ritorno al gol dopo una lunga astinenza: 43 partite senza segnare. Un lampo che riaccende il Maradona e indirizza definitivamente la gara.
Gestione e brividi finali
Nel finale il Napoli prova a controllare la partita con maggiore ordine, anche se il Lecce continua a cercare spazi in contropiede. Gli azzurri soffrono a tratti ma riescono a difendere il vantaggio fino al triplice fischio.
Gli ultimi minuti sono segnati però da un momento di grande apprensione: Banda si accascia improvvisamente a terra per un malore. Lo stadio si ammutolisce mentre arrivano i soccorsi. Attimi di paura che gelano il Maradona e spengono l’energia della serata.
Alla fine resta la vittoria del Napoli, costruita con carattere e qualità nella ripresa. Una rimonta firmata Conte, che tiene viva la corsa degli azzurri e ricorda ancora una volta quanto questo campionato sia lungo e imprevedibile.
