15 Luglio 2026, mercoledì
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Migranti e Sea Watch, il governo annuncia battaglia legale: “Impugneremo la sentenza”

Il tribunale di Palermo condanna l’Italia a risarcire l’Ong tedesca con 76mila euro. Il ministro Piantedosi e la premier Meloni ribadiscono la linea dura, mentre il calo degli sbarchi conferma, secondo l’esecutivo, l’efficacia delle proprie politiche.

Il governo italiano ha deciso di contestare la sentenza del tribunale di Palermo che condanna lo Stato al pagamento di 76mila euro all’Ong tedesca Sea Watch per il blocco della nave nel Mediterraneo. A confermare l’iniziativa è stato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sottolineando che «fino ad oggi abbiamo sempre praticato il confronto con questo tipo di decisioni, impugnandole e valorizzando il sistema giudiziario che prevede tre gradi di giudizio. Anche in questo caso seguiremo la stessa strada».

Il ministro ha precisato che il cosiddetto “blocco navale” è «un’ipotesi normativa che ora farà il suo corso nelle aule parlamentari», distinguendo quindi la questione giudiziaria dal dibattito politico e normativo. A margine dell’inaugurazione del nuovo ufficio territoriale della Questura di Roma alla stazione Termini, Piantedosi ha evidenziato come le politiche del governo abbiano già prodotto risultati concreti: «Con le iniziative messe in campo, registriamo una progressiva riduzione degli arrivi irregolari. I numeri degli sbarchi di quest’anno confermano l’efficacia delle misure adottate».

Anche il premier Giorgia Meloni è intervenuta sulla vicenda. Commentando la sentenza, ha osservato: «La decisione della magistratura è stata felicemente accolta dall’Ong, che ha dichiarato testualmente: “Il diritto ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile”. Ma il compito dei magistrati è far rispettare la legge o premiare chi si vanta di non rispettarla?». La linea del governo resta dunque ferma, ignorando, secondo fonti vicine all’esecutivo, il monito del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a privilegiare equilibrio e rispetto delle istituzioni.

Non solo migranti: Piantedosi ha parlato anche delle indagini interne sulla sicurezza pubblica, riferendosi al caso Rogoredo. «Sono compiaciuto che la polizia di Stato sia in grado di fare chiarezza senza fare sconti a nessuno – ha dichiarato –. La nostra istituzione deve rispondere con la massima trasparenza anche a chi mette in dubbio la sua capacità di controllare sé stessa. Accetteremo con assoluta serenità quanto emergerà».

Con queste dichiarazioni, il governo rafforza la sua posizione di fermezza sulle questioni migratorie e di sicurezza interna, confermando la volontà di gestire la complessità del fenomeno con strumenti legali e operativi, pur nel pieno del dibattito politico e mediatico che la vicenda Sea Watch continua a suscitare.

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