15 Agosto 2026, sabato
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Andrea Mountbatten-Windsor arrestato per il caso Epstein: ombre sull’ex emissario commerciale

La polizia della Thames Valley conferma il fermo di “un uomo sulla sessantina del Norfolk” per abuso d’ufficio. Perquisizioni tra Berkshire e Norfolk. Secondo la BBC, l’accusa riguarda la condivisione di informazioni riservate con Jeffrey Epstein.

Londra – Una nuova, pesante scossa investe la monarchia britannica. Andrea Mountbatten-Windsor, già noto come principe Andrea, è stato arrestato con l’accusa di abuso d’ufficio nell’ambito delle indagini collegate al finanziere statunitense Jeffrey Epstein, al centro di uno dei più vasti scandali sessuali e giudiziari degli ultimi decenni.

A darne notizia è stata la BBC, mentre la polizia della Thames Valley Police ha diffuso un comunicato stringato: gli agenti hanno “arrestato un uomo sulla sessantina del Norfolk con l’accusa di abuso d’ufficio” e stanno conducendo “perquisizioni presso vari indirizzi nel Berkshire e nel Norfolk”. L’uomo, si legge ancora, “è attualmente in custodia cautelare”. Nessuna generalità è stata fornita “in linea con le linee guida nazionali”.

Secondo il quotidiano The Daily Telegraph, sei auto della polizia sarebbero arrivate poco dopo le 8 del mattino alla residenza di Sandringham, nel Norfolk, dove l’ex principe risiede. Le perquisizioni si sarebbero concentrate su documentazione e dispositivi elettronici potenzialmente utili a ricostruire i rapporti intercorsi tra Andrea ed Epstein negli anni in cui il duca di York ricopriva il ruolo di inviato commerciale del Regno Unito.

Le accuse: informazioni sensibili condivise

Al centro dell’inchiesta vi sarebbe l’ipotesi che Andrea, nella sua veste istituzionale di emissario per il commercio internazionale, abbia condiviso con Epstein informazioni riservate riguardanti interlocutori economici, strategie o opportunità d’investimento. Un’accusa che, se confermata, configurerebbe un abuso delle prerogative pubbliche e una violazione degli obblighi di riservatezza legati all’incarico.

L’indagine avrebbe preso slancio dall’analisi dei fascicoli e dei materiali sequestrati nell’ambito delle inchieste statunitensi su Epstein, già condannato per reati sessuali e morto in carcere nel 2019 in circostanze che hanno alimentato interrogativi e teorie controverse. Proprio da quei documenti sarebbero emersi nuovi elementi sui contatti tra il finanziere e l’ex membro senior della famiglia reale.

Un arresto dal forte impatto simbolico

La notizia assume una portata ancora più dirompente per il contesto: l’arresto è avvenuto nel giorno del 66° compleanno di Andrea, già da anni estromesso dagli incarichi ufficiali e privato dei titoli militari e patronati reali in seguito alle precedenti controversie legate al suo rapporto con Epstein.

Per Buckingham Palace, che finora ha mantenuto una linea di rigoroso silenzio, si apre un nuovo fronte reputazionale. Se l’inchiesta dovesse approdare a un rinvio a giudizio, la vicenda segnerebbe un precedente senza eguali nella storia recente della monarchia britannica, mettendo a confronto il principio dell’uguaglianza davanti alla legge con la tradizionale aura di immunità simbolica che ha circondato la Corona.

Le prossime mosse

Al momento, Andrea resta in stato di custodia cautelare. Le autorità dovranno decidere nelle prossime ore se formalizzare le imputazioni e richiedere misure restrittive o procedere con il rilascio su cauzione. Decisive saranno le risultanze delle perquisizioni in corso tra Berkshire e Norfolk, nonché l’analisi dei materiali già acquisiti dagli inquirenti.

Il caso riporta sotto i riflettori una rete di relazioni internazionali che, negli anni, ha intrecciato finanza, potere e aristocrazia. E rilancia una domanda cruciale per il Regno Unito: fino a che punto il passato di Epstein continuerà a proiettare la sua ombra sulle istituzioni britanniche?

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