29 Ottobre 2026, giovedì
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Atalanta, colpo all’Olimpico: Ederson dal dischetto e Zalewski d’autore. Lazio respinta, sorpasso al Como

Nella 25ª di Serie A la Dea vince 2-0 in un Olimpico ancora segnato dalla contestazione. Palladino sale a 42 punti e scavalca la squadra di Fabregas (con una gara in più). Biancocelesti a -9, tra rimpianti e Var

L’Atalanta passa all’Olimpico con l’autorità delle squadre che hanno imparato a stare in alto. Il 2-0 alla Lazio, nella 25ª giornata di Serie A, è la fotografia di una maturità tattica e mentale che consente alla Dea di prendersi il sesto posto, scavalcando il Como (pur con una partita in più) e mettendo nove lunghezze tra sé e i biancocelesti. Un successo che pesa anche in prospettiva, perché anticipa la doppia semifinale di Coppa Italia e certifica lo stato di forma dei bergamaschi.

L’Olimpico, ancora una volta, fa da cornice silenziosa: la contestazione dei tifosi laziali continua e l’atmosfera resta sospesa, quasi rarefatta. In campo, però, l’intensità non manca.

Avvio ad alta tensione

La prima scossa è nerazzurra. Al 15’ Bernasconi approfitta di un’uscita incerta di Provedel e serve Krstovic: il montenegrino calcia a porta spalancata, ma Provstgaard compie un salvataggio prodigioso, deviando in angolo e tenendo in piedi la Lazio. È il primo segnale di una partita che vive di episodi.

Sulla fascia, Ahanor fatica a contenere e, già ammonito, paga l’avvio complicato: Palladino non aspetta e al 24’ inserisce Kolasinac per rimettere ordine. La Lazio risponde con Taylor, che al 28’ sfiora il vantaggio: Carnesecchi tocca quanto basta per deviare sul palo un tiro velenoso.

L’episodio che cambia tutto

Il match si decide sul filo del regolamento. Al 41’ un tocco di mano in area di Cataldi viene punito con il rigore: dal dischetto Ederson è glaciale e firma l’1-0, il primo centro personale in campionato. L’Atalanta va al riposo avanti, con il merito di aver saputo capitalizzare l’episodio chiave.

La ripresa si apre con le proteste laziali: su un presunto fallo di mano di Zappacosta, l’arbitro attende il check del Var ma ravvisa un fuorigioco iniziale di Tavares. Niente penalty, tra i mugugni dell’Olimpico.

Carnesecchi decisivo, Zalewski capolavoro

La Lazio prova ad alzare i giri del motore. Noslin costringe Carnesecchi a un intervento da applausi, ma è l’Atalanta a colpire ancora. Zalewski, ex Roma, si prende la scena con un destro a giro dalla distanza che si infila all’incrocio: un gol di bellezza pura che vale il 2-0 e spegne le residue speranze biancocelesti.

Nel finale c’è spazio per l’apprensione in casa nerazzurra: Raspadori si ferma per un problema muscolare alla coscia e, con i cambi esauriti, la Dea chiude in dieci uomini. La Lazio ci prova fino all’ultimo, ma il palo di Ratkov al 90’ è l’ultima fiammata di una serata stregata.

Classifica e prospettive

Con questi tre punti l’Atalanta sale a 42 e si prende il sesto posto, sorpassando il Como di Fabregas (che deve recuperare la sfida con il Milan). La Lazio resta a 33, distante nove lunghezze e chiamata a una reazione immediata per non perdere contatto con la zona europea.

La Dea, invece, conferma continuità e concretezza: sa soffrire, sa colpire, sa gestire. E all’orizzonte c’è una doppia semifinale di Coppa Italia che promette scintille. Ma intanto, a parlare, è la classifica.

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