L’Italia continua a volare ai Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Una scia azzurra che non accenna a fermarsi e che, nella seconda giornata di gare, regala al medagliere tricolore il settimo sigillo complessivo. A firmarlo, questa volta, è il pattinaggio di velocità e soprattutto Riccardo Lorello, protagonista di una prova memorabile nei 5.000 metri e capace di conquistare uno splendido bronzo davanti al pubblico di casa, all’Ice Skating Arena di Rho.
Una medaglia inattesa, ma tutt’altro che casuale. Lorello, nato e cresciuto sportivamente proprio a Rho, parte dalla terza batteria senza i favori del pronostico. E invece domina la sua serie, ferma il cronometro su 6’09”22 e per lunghi minuti accarezza persino il sogno del record olimpico. Una prestazione di carattere e coraggio, che resiste all’assalto di molti big e anche a quello del compagno di squadra Davide Ghiotto, autore di un solido 6’09”57.
Il primato di Lorello cede solo nella nona e ultima batteria, quando entra in scena il grande favorito, il norvegese Sander Eitrem. Il campione scandinavo fa la differenza negli ultimi mille metri e vola verso l’oro con uno straordinario 6’03”95, nuovo record olimpico. Alle sue spalle si piazza il ceco Metodej Jílek, argento a 2”53, mentre Lorello resiste all’ultimo giro di pista e difende il terzo gradino del podio, chiudendo a 5”27 dalla vetta.
Alle sue spalle finiscono nomi pesanti come il canadese Ted-Jan Bloemen e il francese Alexis Contin-Loubineaud. Davide Ghiotto deve accontentarsi di un quarto posto amaro, a soli 35 centesimi dal bronzo (+5”62), mentre Michele Malfatti conclude dodicesimo con un ritardo di 14 secondi. Ma il bilancio azzurro resta entusiasmante: l’Italia sale a quota sette medaglie complessive — un oro, due argenti e quattro bronzi — confermandosi tra le grandi protagoniste di questi Giochi.
Dopo l’oro di Francesca Lollobrigida nella giornata inaugurale, lo speed skating si conferma terreno fertile per i colori italiani. E questa volta lo fa con un’emozione speciale: una medaglia conquistata “in casa”, davanti a familiari, amici e a un pubblico che ha spinto Lorello metro dopo metro.
«È stata una grande sofferenza, non me l’aspettavo. È stato pazzesco», racconta a caldo l’azzurro, ancora incredulo. «Sono orgoglioso di me stesso, del mio allenatore e della mia famiglia. Mio padre era in pista come giudice, i miei nonni erano sugli spalti: è qualcosa che non riesco nemmeno a spiegare». Un bronzo che Lorello dedica proprio al padre Adriano, colui che lo ha avvicinato allo sport e lo ha accompagnato nel passaggio decisivo dalle rotelle al ghiaccio.
Una storia di famiglia, talento e sacrificio che si intreccia con il sogno olimpico. E che, a Rho, davanti alla sua gente, si trasforma in una medaglia destinata a restare nella memoria dello sport italiano.
