Il Lecce ci crede, spinge, soffre e alla fine colpisce. Al “Via del Mare” va in scena una vittoria pesantissima in chiave salvezza: 2-1 all’Udinese deciso al 90’ da una perla su punizione di Banda, che fa esplodere lo stadio e certifica la notte storta dei friulani, ancora una volta incapaci di dare continuità ai propri risultati.
L’avvio è tutto di marca salentina, feroce e senza timori reverenziali. I giallorossi aggrediscono subito la partita, alzano il baricentro e sfiorano il vantaggio già nei primi minuti con Cheddira, che costringe l’Udinese a difendersi bassa e in affanno. Il gol, inevitabile per quanto visto, arriva al 5’: Solet commette un errore grossolano in impostazione, Cheddira ne approfitta e serve Gandelman, che non sbaglia. Per l’israeliano è il primo centro in Serie A, un sigillo che certifica l’ottimo momento del Lecce, padrone del campo e della partita.
Sull’onda dell’entusiasmo i salentini continuano a spingere e vanno vicinissimi al raddoppio con Sottil, il cui destro sfiora l’incrocio dei pali. L’Udinese sembra stordita, ma col passare dei minuti riesce lentamente a rimettersi in carreggiata, trovando il pareggio dal dischetto. Al 26’ Gaspar interviene in ritardo su Zemura: è rigore. Dal dischetto si presenta a sorpresa proprio Solet, che si fa perdonare l’errore iniziale firmando l’1-1.
Il finale di primo tempo è più equilibrato, con una chance per parte: Tiago Gabriel e Atta accarezzano il gol, ma si va al riposo in perfetta parità.
Nella ripresa l’Udinese prova ad alzare il ritmo e per qualche minuto sembra avere qualcosa in più, ma è solo un’illusione. Col passare del tempo i friulani si inceppano, perdono lucidità e concedono spazio a un Lecce più concreto che brillante, ma sempre pericoloso. Runjaic prova a cambiare l’inerzia inserendo Zaniolo e il giovane Gueye, senza però ottenere l’effetto sperato.
Le occasioni migliori sono ancora dei padroni di casa: Veiga e Coulibaly sfiorano il gol in una seconda frazione spezzettata e ricca di errori da entrambe le parti. Nel finale il match si accende: Zaniolo e N’Dri hanno le chance per sbloccarla, poi Gandelman centra una clamorosa traversa che sembra rimandare ogni verdetto.
Ma il Lecce non ha finito. Al 90’ Banda si prende la scena: punizione perfetta, traiettoria velenosa e palla alle spalle del portiere. È il gol che vale tre punti d’oro, la fotografia di una squadra che non smette di crederci fino all’ultimo respiro.
Il successo proietta i giallorossi a quota 21 punti, con un significativo scatto salvezza: +3 sulla Fiorentina e +6 sulle ultime posizioni occupate da Verona e Pisa. Per l’Udinese, ferma a 32 punti, resta invece il rammarico di un’altra occasione mancata e di una continuità che continua a sfuggire. Al “Via del Mare” vince il carattere, perde l’incertezza. E per il Lecce, ora, la salvezza non è più solo un sogno.
