Roma festeggia, l’Italrugby cresce e convince. Il Sei Nazioni 2026 degli Azzurri si apre con una vittoria di prestigio, sofferta e maturata con personalità: all’Olimpico la squadra di Gonzalo Quesada supera la Scozia 18-15 al termine di una partita intensa, giocata con lucidità tattica, coraggio e una solidità mentale che racconta molto del percorso intrapreso negli ultimi mesi.
Il match si decide in avvio, in quel primo quarto d’ora giocato a ritmo altissimo dall’Italia, capace di colpire due volte e indirizzare subito la sfida. Al 7’ è Tommaso Lynagh ad aprire le danze con una meta nata da un’azione rapida e pulita, che sorprende la difesa scozzese. La trasformazione non arriva, ma il segnale è chiarissimo. Sei minuti più tardi è Ignacio Menoncello a rompere ancora la linea avversaria, finalizzando una manovra efficace e premiata stavolta dal piede preciso di Paolo Garbisi: 12-0 e Olimpico in ebollizione.
La Scozia, sorpresa dall’intensità azzurra, prova a rimettersi in carreggiata affidandosi alla fisicità e all’esperienza. La reazione arriva con la meta di Dempsey e la trasformazione di Russell, che riportano gli ospiti a contatto sul 12-7. L’Italia però non si scompone, continua a gestire con ordine e prima dell’intervallo allunga ancora grazie a un piazzato di Garbisi che vale il 15-7.
La ripresa cambia spartito. Il campo si appesantisce, il ritmo cala e la Scozia esce meglio dai blocchi, accorciando con un calcio di Russell. È il momento più delicato della gara, ma l’Italia risponde con freddezza: ancora Garbisi, ancora dalla piazzola, firma il 18-10 che si rivelerà decisivo.
Il finale è tutto di marca scozzese. Al 67’ arriva la meta di Horne che riapre completamente la partita e costringe gli Azzurri a un ultimo, lungo quarto d’ora di resistenza. La Scozia attacca con continuità, si riversa nei 22 italiani, ma trova una difesa compatta, disciplinata, capace di non concedere l’ultimo varco. L’Italia soffre, stringe i denti e porta a casa una vittoria che vale molto più dei quattro punti in classifica.
«Una giornata pazzesca – ha commentato il capitano Michele Lamaro a fine gara –. I ragazzi hanno dato tutto. I primi venti minuti sono stati cruciali: con il campo asciutto sapevamo di dover colpire subito, poi sarebbe diventato più complicato, e così è stato».
Un successo che conferma la crescita dell’Italrugby e l’efficacia del lavoro di Quesada, capace di costruire una squadra aggressiva in avvio e matura nella gestione dei momenti difficili. Ora l’asticella si alza ulteriormente: il 14 febbraio, all’Aviva Stadium di Dublino, c’è l’Irlanda. Ma l’Italia, dopo questa prova, sa di potersela giocare. Eccome.
