25 Settembre 2026, venerdì
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Omicidio Poggi, Sempio richiamato in Procura: “Ha ucciso da solo”

Convocato il 6 maggio a Pavia l’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Gli inquirenti pronti a contestare gli elementi raccolti dopo un anno di nuove indagini

Un passaggio chiave, forse l’ultimo prima della chiusura del fascicolo. La Procura di Pavia ha convocato Andrea Sempio per mercoledì 6 maggio alle ore 10: un interrogatorio formale che si preannuncia decisivo nell’ambito della riapertura investigativa sull’omicidio di Chiara Poggi, la 26enne uccisa nella sua abitazione il 13 agosto 2007.

L’invito a comparire, giunto in modo inatteso, segna una svolta nel lavoro degli inquirenti pavesi guidati dal procuratore Fabio Napoleone. Dopo oltre un anno di accertamenti, analisi e riletture di elementi già acquisiti, l’ufficio inquirente sembra pronto a mettere sul tavolo il quadro accusatorio maturato nei confronti dell’indagato.

Il precedente e il nodo procedurale

Non è la prima volta che Sempio viene convocato. Già il 20 maggio dello scorso anno era stato chiamato a rispondere davanti ai magistrati, ma in quell’occasione non si presentò. La scelta fu dettata da una valutazione tecnica del suo allora difensore, Massimo Lovati, che affiancava Angela Taccia: secondo la difesa, l’atto di convocazione era viziato dalla mancanza dell’avviso relativo alla possibilità di accompagnamento coatto in caso di rifiuto.

Proprio quel giorno la Procura depositava uno degli elementi ritenuti più significativi della nuova indagine: la consulenza sulla cosiddetta “traccia 33”, uno dei reperti più discussi dell’intero caso Garlasco.

Un anno di nuove indagini

Da allora, il lavoro investigativo non si è fermato. Carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e magistrati hanno proseguito nella raccolta e nell’analisi di dati, cercando di ricomporre un mosaico che, a quasi vent’anni dal delitto, resta tra i più controversi della cronaca giudiziaria italiana.

Non è ancora chiaro quale elemento specifico abbia determinato la nuova convocazione, ma appare evidente la volontà della Procura di formalizzare le contestazioni a carico di Sempio. L’interrogatorio rappresenta infatti un passaggio procedurale cruciale: consente agli inquirenti di esporre all’indagato gli elementi raccolti e, al tempo stesso, offre alla difesa l’opportunità di conoscerli prima del deposito conclusivo degli atti.

La strategia della difesa

Sul fronte difensivo, prudenza e riservatezza. L’avvocata Taccia, oggi affiancata dal collega Liborio Cataliotti, ha sottolineato come la convocazione avvenga nuovamente senza che l’indagato abbia potuto prendere visione completa degli atti d’indagine.

Una circostanza che pesa sulle valutazioni strategiche. Non è escluso, infatti, che Sempio possa scegliere di avvalersi della facoltà di non rispondere, rinviando ogni dichiarazione a dopo la chiusura delle indagini, quando il quadro probatorio sarà integralmente accessibile.

Un passaggio decisivo

L’interrogatorio del 6 maggio si inserisce in una fase delicata e potenzialmente conclusiva. Se da un lato la Procura sembra orientata a tirare le fila del lavoro svolto, dall’altro resta aperta la questione centrale: la tenuta degli elementi raccolti e la loro capacità di sostenere un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Il caso Garlasco, a distanza di anni, continua così a interrogare giustizia e opinione pubblica. E questo nuovo passaggio potrebbe rappresentare il momento in cui le ipotesi investigative saranno chiamate a confrontarsi, definitivamente, con il vaglio processuale.

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