C’è un luogo apparentemente anonimo, illuminato al neon, che diventa centro simbolico di un’operazione artistica ambiziosa e sorprendentemente politica: il minimarket. Da lì parte Minimarket, il nuovo album di Santachiara, in uscita il 13 febbraio 2026 per Suonivisioni/Believe, disponibile in vinile e digitale, con il sostegno della SIAE attraverso il progetto “Per chi crea”. Undici brani che trasformano lo spazio più quotidiano e commerciale che ci sia in una lente critica sull’iper-mercificazione della vita, delle emozioni e della musica contemporanea.
Minimarket non è solo un disco, ma un dispositivo concettuale. Santachiara — al secolo Luigi Picone — usa le stesse regole del marketing per smontarle dall’interno, spostando il gioco in un luogo “minore”, umano, imperfetto. «Ho voluto usare le regole imposte dal mercato per ingaggiare il pubblico, ma portandole in uno spazio più autentico», spiega. «Il minimarket, con la sua diversità di prodotti, riflette perfettamente la varietà di suoni e generi di questo disco».
Il progetto prende forma anche fuori dallo studio di registrazione. In un’azione di guerrilla artistica documentata e destinata a diventare parte integrante del racconto, Santachiara ha sostituito sugli scaffali di un piccolo negozio di quartiere prodotti di brand noti con confezioni “fake”, ognuna dedicata a uno degli undici brani dell’album. Il 13 febbraio, allo scoccare della mezzanotte, proprio in un minimarket di Napoli — la cui posizione verrà svelata solo seguendo le tracce social dell’artista — Minimarket sarà presentato con un mini live clandestino, tra scaffali e corsie, in un corto circuito tra consumo e creazione.
Musicalmente, l’album è un viaggio intimo e stratificato. Undici “piccoli, fragilissimi film”, come li definisce l’artista, in cui la dimensione autobiografica si intreccia alla narrazione urbana. Anche quando non parla direttamente di sé, Santachiara racconta storie vissute, osservate, assorbite. È una fotografia sonora degli ultimi due anni: un tempo di cambiamenti, di crescita personale, ma anche uno sguardo lucido sul paradosso di un’epoca in cui tutto deve essere confezionato, etichettato, venduto.
Il suono di Minimarket è eclettico ma coerente, costruito insieme a una squadra ampia e affiatata. Stefano Juno Bruno (RIVA) firma la produzione artistica e il mixing, oltre a suonare basso e sequenze. Alla batteria c’è Mirko Di Donna, alle chitarre Emmanuel Di Donna, Luca Notaro, Luigi Scialdone (Tropico/Fitness Forever), mentre Francesco Lettieri è al pianoforte. Il mastering è affidato a Giovanni Roma (blob). Un lavoro corale che restituisce un equilibrio raffinato tra pop contemporaneo, elettronica, malinconia cantautorale e ricerca sonora.
Ad anticipare l’album sono arrivati i singoli “Non li vedi mai”, “Addio Settembre” e “Non mi invitare”, segnali di un disco maturo, consapevole, capace di muoversi tra immediatezza emotiva e profondità concettuale. Un percorso che Santachiara ha già condiviso dal vivo con il pubblico in un tour di undici date, pensato come laboratorio aperto, confermando la dimensione live come strumento primario di ricerca e relazione.
Nato ad Alberobello nel 1998, cresciuto viaggiando con genitori artisti di strada, Santachiara assorbe fin da piccolo stimoli culturali eterogenei. Dopo l’adolescenza a Spoleto si trasferisce a Napoli, nel quartiere Santa Chiara, da cui prende il nome d’arte. Studia pianoforte e chitarra, si forma ascoltando rock e rap ma allarga presto l’orizzonte al cantautorato, alla techno, alla classica e all’urban, sperimentando arrangiamenti autocostruiti. La laurea in Psicologia emerge nei testi, attenti alle dinamiche relazionali, ai turbamenti generazionali, alle contraddizioni della vita universitaria e urbana.
Con Minimarket, Santachiara compie un ulteriore passo in avanti: accetta il gioco del mercato, ma lo ribalta. Trasforma lo scaffale in narrazione, il packaging in poesia, il negozio sotto casa in palcoscenico. E si candida, con sempre maggiore forza, a essere una delle voci più originali e autentiche del nuovo pop italiano indipendente.
