Claudio Carlomagno, reo confesso dell’omicidio della moglie Federica Torzullo, ha scritto una lettera al figlio di dieci anni nel tentativo di spiegargli quanto accaduto. Una missiva dai toni intimi e sofferti, che – secondo quanto riportato dal Corriere della Sera – restituirebbe l’immagine di «un padre in cerca di perdono e in vena di abbracci». Ma a fronte della gravità della vicenda e della necessità di tutelare il minore, ogni ipotesi di contatto diretto è stata esclusa.
«Un incontro con il bambino all’interno del carcere è impensabile, ben oltre ogni aspettativa», ha chiarito l’avvocato difensore Andrea Miroli, che ha incontrato Carlomagno nel penitenziario di Civitavecchia. «Ho fatto capire al mio assistito che deve escluderlo, almeno per il momento». Una linea netta, dettata dalla priorità assoluta: proteggere il percorso emotivo del bambino.
Nel frattempo, come riferisce Il Messaggero, al minore è stata raccontata la verità su quanto accaduto alla madre, al padre e ai nonni paterni. Una verità “filtrata con delicatezza”, spiegata con il supporto di una rete di adulti e professionisti che ruota attorno a lui. Il Tribunale per i minorenni di Roma ha disposto la collocazione temporanea presso i nonni materni, individuando nel sindaco di Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo, il tutore legale del bambino, «come previsto nei casi di particolare complessità».
Venerdì scorso si è svolto un incontro operativo tra i nonni materni, il sindaco-tutore, i responsabili dei servizi sociali e la zia Stefania, sorella della vittima, per definire un percorso che garantisca stabilità e continuità affettiva. Proprio l’ipotesi di un futuro affidamento alla zia sta prendendo corpo. «In questa fase tutti siamo concentrati su un solo obiettivo: il reinserimento del bambino in una quotidianità il più possibile normale», ha dichiarato Carlo Mastropaolo, legale della zia. «Nonni materni e zia sono molto uniti nel lavorare insieme per assicurargli serenità».
Accanto alle decisioni giudiziarie e sociali, si è attivata anche una risposta di solidarietà concreta. Sulla piattaforma GoFundMe è stata avviata la raccolta fondi “Insieme per il figlio di Federica – Supporto e affetto”, che in un solo giorno ha sfiorato i 30mila euro. L’iniziativa è pensata per offrire un aiuto diretto al bambino, chiamato ad affrontare una perdita improvvisa e un radicale cambiamento di vita: i fondi, come specificato, verranno trasferiti direttamente alla famiglia tramite la piattaforma, senza gestione diretta da parte dell’organizzatore.
In una vicenda segnata dalla violenza e dalla frattura irreparabile degli affetti, istituzioni, famiglia e comunità cercano ora un equilibrio possibile: restituire a un bambino, per quanto possibile, un futuro di normalità.
