Taglio del nastro per la 42a edizione di Milano Unica a Fiera Milano Rho dove, dal 20 al 22 gennaio vengono presentate le collezioni della Primavera/Estate 2027, con 730 aziende complessivamente partecipanti, per la manifestazione che si conferma non solo un appuntamento commerciale di riferimento, ma una piattaforma dinamica e culturale, capace di stimolare una riflessione condivisa sul futuro della moda, sul ruolo strategico della materia prima e sul valore industriale e simbolico della filiera europea premium e luxury.
Questa edizione del Salone dei tessuti e accessori d’alta gamma vede un incremento dell’area espositiva e un aumento degli espositori: in particolare sono saliti a 585 (+ 5,2%) gli espositori presenti all’interno dei Saloni di Ideabiella, Moda In e Shirt Avenue, dove spicca il contributo di 137 aziende tessili europee (+25%), a cui si aggiungono 129 adesioni tra le Aree Speciali e gli Osservatori Korea e Japan e quelle di 16 case editrici.
“Risultati tutt’altro che scontati, se si tiene conto dell’andamento del settore tessile e abbigliamento a livello nazionale e internazionale negli ultimi due anni, soprattutto nel segmento del lusso. A conferma che gli espositori italiani e, in maniera significativamente crescente, quelli europei trovano nella nostra manifestazione un supporto irrinunciabile per la promozione internazionale delle loro produzioni” ha commentato Simone Canclini, Presidente di Milano Unica.
Questo nonostante il consuntivo 2025 della tessitura italiana, stimato dall’Ufficio Studi di Confindustria Moda, sulla base dei dati Istat dei primi nove mesi dell’anno, evidenzi una situazione ancora in sofferenza, nonostante il forte rallentamento dell’andamento negativo del fatturato e del valore delle esportazioni rispetto a quanto rilevato nel 2024.
Guardando ai singoli mercati di sbocco delle nostre esportazioni, nei primi nove mesi del 2025, Cina e Hong Kong, presi in considerazione congiuntamente, continuano ad essere il primo mercato di sbocco che vale circa 200 milioni di euro; la Cina, da sola, si colloca al quarto posto, come quota di mercato, dietro a Francia (-3,1%), Germania (-1,3%) e Tunisia (+7,4%). In positivo, da segnalare: USA (+5,9%), Portogallo (+0,9%), Marocco (+14,4%), Polonia (+18%) e Gran Bretagna (+9,2%).
“Se si guardano i dati con attenzione, possiamo trarre qualche indicazione ulteriore a sostegno di un moderato ottimismo. Nel terzo trimestre dello scorso anno, infatti, il comparto, nel suo complesso, ha registrato un andamento positivo, a cui si affianca la crescita del fatturato dei comparti cotoniero e liniero, che recuperano le perdite accumulate nel biennio precedente. Tutti indicatori interpretabili come avvio di un auspicabile trend favorevole nel 2026” ha aggiunto il Presidente di Milano Unica.
Introducendo la cerimonia inaugurale, il presidente Canclini ha anche posto l’accento sul nuovo significato del lusso: “il lusso deve riportare al centro il valore della materia prima come fondamento di identità e credibilità dei brand. Una riflessione che comporta anche il superamento dello sbilanciamento dei rapporti di filiera, sempre più orientati a valle, e la progressiva perdita di competenze di prodotto. In un mercato premium e luxury in continua trasformazione, prodotto, qualità e competenza tornano elementi chiave del racconto”.
La tavola rotonda è stata preceduta dai saluti istituzionali di Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia, Claudio Sgaraglia, Prefetto di Milano, Maurizio Forte, Direttore Centrale per i Settori dell’Export di Agenzia ICE e Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano e dal collegamento con il Ministro dell’istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Un momento di dialogo con Nicola Porro, dedicato al valore strategico della formazione come leva di continuità e sviluppo del sistema, seguito dal dibattito che ha evidenziato il ruolo strategico della materia prima e dell’innovazione e qualità che si confermano come esperienza concreta fatta di materiali, performance, dettagli e durata.
Negli interventi è stata richiamata l’attenzione sul rischio di una progressiva disconnessione tra confezione e materia, sottolineando come l’equazione del valore possa indebolirsi quando materiali di bassa qualità vengono associati a prodotti di fascia alta e come il tessuto resti un fattore decisivo nel determinare autenticità e credibilità del posizionamento con l’autenticità nei racconti e la salvaguardia del patrimonio umano.
E’ stato inoltre sottolineato come il lusso stia attraversando una fase di ridefinizione profonda che poggia su fondamenta solide come competenza, prodotto e valore reale, piuttosto che su dinamiche puramente aspirazionali. La discussione ha toccato anche il tema del ruolo della comunicazione, della formazione e della trasparenza come leve strategiche per il futuro di un Made in Italy che deve sempre più raccontare e valorizzare l’eccellenza delle fasi a monte della propria filiera.
“Milano Unica nasce e cresce come strumento di sistema, pensato dagli imprenditori per sostenere la filiera nella sua integralità. Nelle ultime edizioni, in un contesto geopolitico complesso, l’evento fieristico ha registrato significativi incrementi del numero di visitatori, buyer, espositori, media nazionali e internazionali. Di questi successi grande merito va agli espositori che garantiscono la più elevata qualità dell’offerta, rendendo il nostro appuntamento semestrale imperdibile” ha dichiarato nell’intervento di chiusura Valentino Valentini, Viceministro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
