Il dibattito politico a Trieste si accende dopo l’uscita del sindaco Roberto Dipiazza, che ha pubblicato un meme volgare sulla sua pagina social, indirizzato alla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. La reazione non si è fatta attendere: Sandro Ruotolo, membro della segreteria del Pd, ha definito l’atto del primo cittadino un “attacco sessista” e un “degrado del linguaggio pubblico”.

“Non è satira, non è ironia”, ha affermato Ruotolo in una nota. “È sessismo, è volgarità, è un messaggio tossico che non solo offende una leader politica, ma lancia un segnale negativo a tutte le donne che scelgono di fare politica e di partecipare alla vita pubblica. Questo tipo di linguaggio non ha posto nelle istituzioni.”
Il meme, che riprendeva un’immagine della Befana con una didascalia che aveva il chiaro intento di sminuire e deridere la figura di Schlein, ha sollevato un acceso dibattito sull’utilizzo dei social da parte degli esponenti politici e sulle loro responsabilità in qualità di rappresentanti delle istituzioni. Per Ruotolo, infatti, “la politica non è un meme” e “le istituzioni non sono una bacheca social”. Il riferimento è alle dinamiche online che talvolta scivolano in toni offensivi, con un impatto che va ben oltre l’umorismo di bassa lega.
In un passaggio più incisivo, Ruotolo sottolinea: “Trieste merita di meglio. La democrazia merita rispetto”. Un richiamo al fatto che la politica, così come le istituzioni, dovrebbe essere guidata da un confronto civile e costruttivo, lontano da attacchi personali e da comportamenti che minano l’integrità del dibattito pubblico.
La polemica si inserisce in un clima di crescente attenzione verso la parità di genere in politica e sulle problematiche che ancora oggi le donne affrontano in contesti dominati spesso da linguaggi maschilisti. Con la sua dichiarazione, Ruotolo ha inteso non solo criticare l’atteggiamento del sindaco, ma anche riaffermare l’importanza di un dibattito politico che rispetti tutte le persone, indipendentemente dal loro genere.
