Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di posticipare di un anno l’attuazione dei nuovi aumenti tariffari su alcune categorie di mobili. Mobili imbottiti, da cucina e da bagno, che erano stati colpiti da dazi del 25% a partire dal 1 gennaio 2026, vedranno invece l’entrata in vigore dei nuovi tributi slittare al 2027. Questo rinvio arriva a poche ore dalla fine del 2025, quando la scadenza prevista per il primo incremento tariffario avrebbe dovuto scattare.
A settembre, Trump aveva imposto nuove tariffe del 25% su alcuni tipi di mobili, come quelli da cucina e imbottiti, con l’intenzione di farle salire rispettivamente al 50% e al 30% entro il 2026. Tuttavia, con questa mossa di rinvio, il mercato dell’arredamento si vede così regalare un respiro di sollievo, evitandosi aumenti imprevisti e pesanti per almeno un altro anno.
Nel frattempo, altre buone notizie arrivano dall’ambito commerciale, stavolta per la pasta italiana. A poche settimane dalla conclusione dell’indagine, prevista per marzo 2026, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha deciso di ridurre significativamente i dazi antidumping sui marchi di pasta provenienti dall’Italia. Le aliquote, inizialmente fissate al 91,74% in via provvisoria, sono state riviste drasticamente. Per La Molisana, il dazio scende al 2,26%, mentre per Garofalo si stabilizza al 13,98%. Gli altri undici produttori non campionati vedranno invece una riduzione al 9,09%. Una revisione che, di fatto, alleggerisce l’onere per i produttori italiani e ribadisce la loro competitività sui mercati internazionali.
A commentare i risultati positivi della trattativa, Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, ha sottolineato con soddisfazione il lavoro di squadra che ha portato a questo risultato. “La buona notizia che arriva dagli Stati Uniti dimostra come il lavoro serio, senza inutili allarmismi, porti i suoi frutti”, ha dichiarato Lollobrigida. “Abbiamo seguito sin da subito la vicenda, e oggi sappiamo di aver scelto la strada giusta. Le tariffe sono state fortemente ridimensionate. Ancora una volta abbiamo dimostrato che l’Italia è forte e rispettata nel mondo.”
Questa serie di decisioni, che coinvolgono importanti settori produttivi, segna una vittoria diplomatica per l’Italia, che ha saputo difendere gli interessi economici nazionali con fermezza e impegno.
