8 Luglio 2026, mercoledì
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Milano Cortina 2026, la Fis suona la sveglia: “Neve artificiale in ritardo, così non doveva andare”

A meno di due mesi dai Giochi invernali, la Federazione internazionale di sci accende i riflettori sulle criticità organizzative. Sotto osservazione soprattutto Livigno, sede delle gare di snowboard e freestyle.

A meno di 50 giorni dall’apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, arriva un richiamo che pesa come un macigno. A lanciarlo è il presidente della Federazione internazionale di sci (Fis), lo svedese Johan Eliasch, che senza giri di parole parla di “ritardi inspiegabili” nella produzione di neve artificiale, elemento cruciale per la tenuta delle competizioni. Il punto più critico, secondo la Fis, è Livigno, destinata a ospitare le gare di snowboard e freestyle.

L’allarme è stato sollevato a margine della discesa libera di Coppa del Mondo in Val d’Isère. “Non è ancora tutto pronto”, ha affermato Eliasch, sottolineando come Governo e Regioni coinvolte nell’organizzazione abbiano ancora “molto lavoro da fare” e debbano “accelerare i tempi”. Il nodo principale riguarda proprio l’innevamento programmato: “C’è un problema con la produzione di neve. Ci sono stati ritardi”, ha ribadito il numero uno della Fis.

Livigno, in particolare, è finita sotto la lente di ingrandimento. Eliasch racconta di contatti continui con gli organizzatori locali: “Li chiamiamo tre volte al giorno, mattina, mezzogiorno e sera”. Il motivo è sempre lo stesso: la difficoltà ad avviare e sostenere la produzione di neve artificiale. Secondo il presidente Fis, alla base delle difficoltà ci sarebbe anche la mancanza di fondi pubblici: “Purtroppo il governo italiano non ha stanziato risorse, così gli organizzatori stanno faticando perfino ad arrivare a fine mese. È davvero un peccato”.

Parole dure, accompagnate però dalla volontà di non drammatizzare oltre misura. “È una situazione inspiegabile, ma spero che tutto si risolva. Abbiamo un piano B, un piano C, un piano D…”, ha spiegato Eliasch, lasciando intendere che la Fis si sta preparando a ogni eventualità. Resta però l’amarezza per un contesto che, a suo giudizio, non avrebbe mai dovuto verificarsi così a ridosso dell’evento.

Dal punto di vista tecnico, l’innevamento dello Snowpark di Livigno è un’operazione complessa. Per realizzare salti, strutture e half-pipe necessari alle gare di snowboard e freestyle servono grandi quantità di neve artificiale. I cannoni sparaneve sono alimentati dall’acqua del bacino collinare del Monte Sponda, un invaso da 203mila metri cubi, la cui costruzione – costata 21,7 milioni di euro – si è conclusa solo a fine novembre. L’avvio della produzione di neve era previsto già dalla scorsa settimana, ma i tempi hanno subito uno slittamento.

Con il conto alla rovescia ormai entrato nella fase decisiva, l’avvertimento della Fis suona come un invito pressante a recuperare terreno. Milano Cortina 2026 resta una grande vetrina internazionale, ma – come ricorda Eliasch – il successo passa anche, e soprattutto, dalla capacità di garantire condizioni tecniche impeccabili. A partire dalla neve.

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