29 Giugno 2026, lunedì
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UE avverte l’Italia: rispettare l’European Media Freedom Act o sarà procedura d’infrazione

La Commissione europea lancia un ultimatum: o il governo italiano applica la legge sulla libertà dei media, o rischia di finire sotto la stessa procedura avviata contro l'Ungheria.

L’Italia a un bivio con l’Europa sulla libertà dei media

Nel corso del Gruppo di lavoro del Parlamento europeo dedicato all’Europa Digitale, la Commissione europea ha confermato una notizia che non lascia spazio a dubbi: l’Italia è ufficialmente stata messa in mora per non aver ancora recepito l’European Media Freedom Act (EMFA). Un ultimatum che, se ignorato, potrebbe portare il nostro paese sulla stessa strada già percorsa dall’Ungheria, che sta affrontando una procedura d’infrazione a causa della non conformità alla normativa europea.

A dichiararlo è Sandro Ruotolo, responsabile dell’Informazione nella segreteria nazionale del Partito Democratico ed europarlamentare, che ha ricevuto la risposta ufficiale dalla Commissione in seguito a una sua interrogazione. Ruotolo sottolinea: «La Commissione ha chiarito che l’Italia è tra i 17 Stati membri che hanno ricevuto una lettera di richiamo per non aver rispettato l’EMFA. L’Ungheria è già sotto procedura di infrazione, e ora l’Italia rischia di seguirne le orme se non procederà a un adeguamento rapido e concreto.»

La questione riguarda l’applicazione di un insieme di norme fondamentali per la protezione della libertà dei media, della pluralità dell’informazione e dell’indipendenza del servizio pubblico. La Commissione ha infatti avvertito che, qualora non venga garantita una piena conformità, l’Italia si troverà di fronte all’apertura di una procedura formale che potrebbe avere ripercussioni significative, proprio come accaduto con Budapest.

Uno degli aspetti più critici riguarda la riforma della governance della RAI proposta dalla maggioranza parlamentare. La Commissione europea ha espresso dubbi sull’efficacia e la compatibilità di questa riforma con l’EMFA, ritenendola inadeguata per garantire l’indipendenza dell’emittente pubblica. Ruotolo fa notare che «se la Commissione avesse giudicato positivamente la riforma, avrebbe semplicemente preso atto dei progressi in corso al Senato. Invece, come confermato anche da un’analisi del Centro per la libertà e pluralismo dei Media, la proposta contraddice chiaramente lo spirito e la lettera dell’European Media Freedom Act. La modifica della governance, infatti, prevede il passaggio alla maggioranza assoluta dalla terza votazione, di fatto mettendo la RAI sotto il controllo del governo di turno.»

Nel contesto europeo, la Slovacchia ha scelto una via di dialogo più morbida con la Commissione, avviando un “dialogo strutturato” come alternativa alla lettera di messa in mora. L’obiettivo di Bruxelles, però, è lo stesso: garantire il rispetto delle normative europee per tutelare la libertà e pluralismo dei media.

La Commissione ha concluso con un messaggio inequivocabile: l’EMFA è una legge vincolante. La palla ora passa al governo italiano. «Il segnale che arriva da Bruxelles è chiaro e forte», afferma Ruotolo, «L’Italia ha di fronte a sé un bivio: o si adotteranno misure concrete per tutelare l’indipendenza dei media, assicurare la protezione delle fonti giornalistiche, controllare le concentrazioni nel sistema dei media, e allocare correttamente i fondi pubblici per la pubblicità istituzionale, oppure il nostro paese finirà per trovarsi nelle stesse condizioni critiche in cui si trova l’Ungheria.»

In sostanza, l’Europa è in allerta. L’Italia, per evitare la stessa sorte della sua vicina ungherese, dovrà agire con urgenza per allinearsi alle normative europee sulla libertà dei media.

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