Nel suo primo Natale da successore di Pietro, Papa Leone XIV sceglie un’immagine netta per descrivere il rischio che accompagna ogni dicembre: “Evitiamo lo shopping dopante”. Non un’espressione ad effetto, ma un avvertimento che il Pontefice affida alle pagine del nuovo numero di Piazza San Pietro, la rivista diretta da padre Enzo Fortunato, rispondendo alla lettera di un lettore. L’invito è chiaro: alleggerire la lista degli acquisti, sottrarre le feste alla logica dell’accumulo, ricordare che “non tutto ciò che desideriamo è davvero orientato al vero e al bello”. In altre parole, liberarsi dal superfluo per far spazio all’essenziale.
Per Leone XIV l’essenziale ha un nome preciso: l’altro, soprattutto l’altro fragile. Il Papa propone ai fedeli un gesto concreto, quasi domestico nella sua semplicità: “Aprire le nostre abitazioni per accogliere le povertà”. Significa invitare una famiglia in difficoltà o anche soltanto una persona sola alla cena di Natale. Non un atto di beneficenza paternalistica, ma l’idea che la festa cristiana diventi esperienza condivisa, fraternità incarnata e non proclamata.
Al centro del messaggio c’è anche il richiamo alla testimonianza, la via maestra per condurre i giovani all’incontro con Cristo. Una testimonianza “semplice, autentica”, nutrita dalla preghiera, dalla vita comunitaria e dalla consapevolezza, sottolinea il Pontefice, “di essere continuamente amati da Dio”. Nel percorso educativo, indica una luce particolare: l’esempio di John Henry Newman, proclamato di recente dottore della Chiesa, figura capace di coniugare ragione e fede, dialogo e profondità spirituale. Per Leone XIV il pensatore inglese rappresenta un antidoto all’“oscurità del nichilismo” e un riferimento per costruire una civiltà della pace.
Il numero della rivista raccoglie queste riflessioni all’interno di un dossier dedicato alla Notte Santa nel mondo e al rapporto fra dono e consumo, suggerendo un Natale che non dimentichi mai i poveri e che tenga viva la convinzione, ribadita dal Papa, che “Dio non vuole guerra e violenza”. La copertina è affidata ai bambini, cuore pulsante del pensiero di Leone XIV, che lo scorso 19 novembre ha annunciato la seconda Giornata Mondiale loro dedicata, in programma a Roma dal 25 al 27 settembre 2026. Un evento, osserva padre Fortunato nel suo editoriale, che non sarà soltanto festa, ma “un richiamo a prendersi cura come stile personale e sociale”. “I bambini uniscono dove gli adulti dividono”, scrive il direttore della rivista, delineando un’immagine di infanzia capace di ricomporre fratture e smussare contrasti.
Accanto alle riflessioni pastorali, il mensile offre uno sguardo sul patrimonio artistico e spirituale della Chiesa: il cardinale Mauro Gambetti celebra l’anniversario dei quattro secoli della dedicazione della Basilica di San Pietro, una ricorrenza che invita a rileggere la storia del cattolicesimo attraverso la sua architettura simbolica; fra Carlos Trovarelli, ministro generale dei Francescani minori conventuali, propone invece una lettura dell’esortazione Dilexi te alla luce della povertà evangelica, interpretata come manifestazione tangibile della carne di Cristo.
Intanto in Vaticano, lontano dai riflettori ma non dalle curiosità mediatiche, arriva il nuovo SUV elettrico destinato al Pontefice: una BMW iX xDrive60, consegnata la mattina del 10 dicembre 2025. Un veicolo di alta gamma, completamente elettrico, con autonomia fino a 701 chilometri e potenza di 544 cavalli. Non il modello più estremo della casa tedesca, ma comunque un’auto dal valore significativo, che sfiora i centomila euro di listino. Eppure, nella narrazione ufficiale, il prezzo resta un dettaglio secondario: ciò che conta, sottolinea Massimiliano Di Silvestre, presidente di BMW Italia, è “il valore simbolico” del dono, che testimonia l’impegno dell’azienda verso la tutela ambientale, tema caro a Leone XIV sin dall’inizio del suo pontificato. Alla consegna era presente anche il CEO del gruppo, Oliver Zipse, prossimo al passaggio di consegne previsto per maggio 2026.
Sobrietà natalizia, attenzione agli ultimi, educazione alla pace, cura del creato: il primo dicembre di Papa Leone XIV si compone così, come un mosaico di gesti e parole che intendono ricondurre la Chiesa e i fedeli al centro vivo del Natale. Dove non conta quanto si possiede, ma ciò che si condivide.
