Torino – Tra le bandiere e le voci della piazza gremita per lo sciopero generale, Chiara Appendino ha preso la parola con toni decisi, tracciando un quadro critico dell’Europa e della politica internazionale. La deputata del Movimento 5 Stelle non ha esitato a usare parole forti: “Il Presidente Conte ha ragione: l’Unione Europea si è suicidata”, ha dichiarato, stigmatizzando la leadership di Ursula von der Leyen, “che dovrebbe andare a casa”.
Appendino ha proseguito spostando l’attenzione sul vuoto di potere lasciato sullo scenario globale: “Purtroppo Trump sta colmando un vuoto. E come sappiamo i vuoti in politica non esistono. È un dato di fatto”, ha sottolineato, richiamando l’attenzione sul ruolo inevitabile dei leader carismatici quando le istituzioni tradizionali falliscono.
Il discorso della deputata ha poi toccato il nodo centrale della politica internazionale: il conflitto in Ucraina. Con parole nette e senza filtri, Appendino ha messo in dubbio le narrazioni dominanti: “Chi parla ancora oggi di integrità territoriale dell’Ucraina è disinformato o in malafede. I fatti stanno superando la propaganda bellica”.
Secondo la parlamentare, qualsiasi prospettiva di pace duratura dovrà necessariamente passare per mediazioni dolorose e cessioni territoriali a favore della Russia, oggi forza militare predominante sul campo. “È realpolitik – ha precisato – l’ipocrisia la lascio volentieri al partito trasversale della guerra”.
Il corteo, che ha visto migliaia di persone sfilare per le vie del centro, è stato così lo sfondo per una riflessione politica che va oltre il momento contingente. Appendino ha messo in guardia dall’illusione di una risoluzione immediata del conflitto senza compromessi, sottolineando come la politica internazionale si muova tra equilibri di forza concreti e dinamiche di potere, e non solo tra retorica e dichiarazioni ufficiali.
Concludendo il suo intervento, la deputata ha lanciato un monito alle istituzioni europee: colmare il vuoto politico e diplomatico è urgente, prima che altri leader ne occupino lo spazio. Le parole di Appendino, decise e provocatorie, offrono uno spaccato di una parte del dibattito politico italiano che punta al realismo più crudo, mettendo al centro i fatti sul campo e la necessità di scelte pragmatiche per la pace.
