La guerra in Ucraina continua a tenere insieme, in un equilibrio sempre più precario, la violenza del fronte e le tensioni della politica. Nella notte tra venerdì e sabato Kiev è tornata a essere bersaglio dei droni russi: un attacco che ha provocato almeno due vittime e dieci feriti, tra cui una donna e un adolescente. Ancora una volta la capitale ha risuonato delle sirene e delle esplosioni nel cuore della notte, mentre le squadre di soccorso cercavano superstiti tra le macerie. È l’ennesimo episodio di una campagna aerea che, a quasi tre anni dall’invasione, non accenna a diminuire.
Ma il Paese è scosso anche sul piano interno. Andriy Yermak, consigliere presidenziale e da sempre uomo di assoluta fiducia di Volodymyr Zelensky, ha annunciato a sorpresa le proprie dimissioni. La decisione arriva dopo la perquisizione del suo appartamento nell’ambito di un’inchiesta su un presunto scandalo di corruzione da cento milioni di euro. Una vicenda che ha innalzato la tensione politica e messo in imbarazzo il vertice ucraino.
Le parole di Yermak, pronunciate nel momento dell’addio, hanno fatto rumore quasi quanto l’inchiesta. Ha dichiarato di voler andare al fronte, di essere pronto a qualsiasi conseguenza e di sentirsi disgustato dalla mancanza di sostegno da parte di chi, a suo dire, conosce la verità. Un messaggio duro, indirizzato non solo agli inquirenti ma forse anche a una parte della classe dirigente ucraina, che si trova ora a gestire un caso potenzialmente dirompente.
Sul fronte diplomatico si muove intanto un altro tassello. Vladimir Putin ha fatto sapere che Mosca è disposta a discutere seriamente il piano di pace proposto dagli Stati Uniti. Il presidente russo ha affermato che l’elenco dei punti avanzati da Washington potrebbe rappresentare una base per futuri accordi, lasciando intendere un’apertura che, se confermata, segnerebbe un passaggio significativo in una fase delicata dei negoziati.
La prossima settimana una delegazione americana dovrebbe arrivare nella capitale russa per approfondire il dossier. Un appuntamento che, almeno nelle intenzioni, potrebbe inaugurare una nuova fase del confronto diplomatico.
Così, mentre Kiev conta i suoi morti e l’Ucraina affronta una crisi interna che coinvolge uno dei suoi uomini più influenti, il tavolo internazionale prova a riaprirsi. Un intreccio di guerra e diplomazia che continua a ridisegnare, giorno dopo giorno, l’orizzonte incerto del conflitto.
