1 Maggio 2026, venerdì
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Udine, doppio ritrovamento in un edificio abbandonato

Due corpi senza vita scoperti in via Bariglaria. Indagini in corso per chiarire tempi, cause e identità delle vittime

Un silenzio sospeso avvolge da ore un tratto periferico di via Bariglaria, a Udine, dove nella mattinata di ieri un passante ha fatto una scoperta che ha immediatamente mobilitato forze dell’ordine e soccorsi. All’interno di un edificio dismesso, ormai da tempo rifugio di fortuna per chi non ha un luogo dove dormire, sono stati rinvenuti i corpi senza vita di due persone. Il passante, insospettito dall’odore e dalla presenza di indumenti abbandonati vicino all’ingresso, ha allertato immediatamente i soccorsi.

Gli operatori sanitari arrivati sul posto non hanno potuto far altro che constatare il decesso delle due persone. La polizia e i vigili del fuoco hanno quindi messo in sicurezza l’area, circoscrivendo l’edificio per consentire agli investigatori di avviare gli accertamenti preliminari. L’interno del fabbricato, da tempo in stato di degrado, mostra segni di frequentazione saltuaria e giacigli improvvisati, elementi che suggeriscono che le vittime potessero utilizzarlo da tempo come riparo.

Le prime verifiche indicano che i corpi si trovano in avanzato stato di decomposizione, condizione che fa risalire la morte ad alcuni giorni prima del ritrovamento. Sulla base degli indizi iniziali, gli investigatori ipotizzano che le due persone possano essere cittadini stranieri. Tuttavia, senza documenti e con l’identificazione ancora in corso, ogni dettaglio resta da confermare.

La prudenza delle autorità è massima. Nessuna pista viene esclusa, compresa quella di un possibile decesso per cause non naturali. Fonti impegnate nelle verifiche spiegano che al momento “è impossibile stabilire se si tratti o meno di una morte violenta”. L’avanzato stato dei corpi complica ulteriormente la lettura degli elementi disponibili, rendendo necessario un intervento approfondito del medico legale.

La presenza dello specialista è attesa direttamente sul luogo del ritrovamento, dove verranno effettuati ulteriori accertamenti per ricostruire tempi e modalità delle morti. Successivamente, i corpi saranno trasferiti all’obitorio per l’autopsia, passaggio fondamentale per stabilire con precisione la causa del decesso e capire se vi siano segni che possano indirizzare gli inquirenti verso una pista specifica.

Nelle prossime ore gli investigatori cercheranno anche di verificare eventuali segnalazioni di scomparsa compatibili con le caratteristiche fisiche delle vittime. È un lavoro delicato, che richiede incroci di dati, testimonianze e la ricostruzione del contesto in cui le due persone potrebbero aver vissuto negli ultimi giorni.

Via Bariglaria, come altre zone periferiche della città, ospita da tempo strutture abbandonate utilizzate occasionalmente da persone senza fissa dimora. Il caso riporta così sotto i riflettori un tema più ampio, quello degli spazi dismessi che diventano rifugi precari, luoghi spesso invisibili dove fragilità sociali e marginalità si intrecciano fino a trasformarsi, talvolta, in tragedie silenziose.

Per ora, mentre il sopralluogo prosegue e gli accertamenti tecnici entrano nel vivo, resta il mistero su cosa sia accaduto in quelle stanze buie. Toccherà alle prossime ore e agli esiti degli esami medico-legali offrire le prime risposte e restituire un’identità alle due vittime trovate tra le macerie di un edificio dimenticato.

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