25 Giugno 2026, giovedì
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Ponte del Primo Maggio, riparte il turismo: quasi sette milioni in viaggio e camere verso il tutto esaurito

Assoturismo-Confesercenti: saturazione media al 78%, città d’arte in testa con il 90%. Cresce il last minute, trainano gli italiani

Il turismo italiano rialza la testa e lo fa con numeri che restituiscono fiducia a un settore ancora alle prese con incertezze globali. Il ponte del Primo Maggio si annuncia infatti come un primo, significativo banco di prova per la stagione 2026: tra il 30 aprile e il 3 maggio sono attese circa 6,9 milioni di presenze nelle strutture ricettive ufficiali, con un tasso medio di occupazione che sfiora l’80%. In altre parole, quasi otto camere su dieci risultano già prenotate sulle principali piattaforme online.

A fotografare la ripartenza è l’indagine del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, che evidenzia come il comparto sia pronto a riattivarsi con slancio. E i margini di crescita non sono esauriti: a questi dati vanno infatti aggiunte le prenotazioni last minute, sempre più determinanti e fortemente condizionate dalle previsioni meteo.

A guidare la domanda sono, senza sorpresa, le città d’arte, che registrano il tasso di occupazione più elevato, attestandosi intorno al 90%. Un risultato che conferma la centralità del patrimonio culturale italiano come leva attrattiva principale, soprattutto nei periodi brevi. Bene anche le destinazioni alternative: le aree rurali e collinari raggiungono l’81% di saturazione, mentre le località lacuali si fermano all’80%. Più indietro il comparto balneare, con il 76%, seguito dalle terme (75%) e dalle zone montane, che chiudono la classifica con il 68%.

Dal punto di vista geografico, il Centro Italia si conferma l’area più dinamica, con un tasso medio di occupazione dell’83%. Seguono il Nord-Est (78%) e il Nord-Ovest (74%), mentre il Sud e le Isole mostrano una performance più contenuta, fermandosi al 66%.

A sostenere la domanda sono soprattutto i turisti italiani, che privilegiano mete di prossimità per ottimizzare tempi e costi di viaggio. Una scelta sempre più diffusa, legata a una gestione più attenta del budget e a una maggiore flessibilità negli spostamenti. Resta comunque significativa la presenza di visitatori stranieri, in particolare europei, che continuano a rappresentare una componente importante dei flussi.

“Il ponte del Primo Maggio rappresenta un test cruciale per il comparto”, osserva il presidente di Assoturismo Confesercenti, Vittorio Messina. “Nonostante un calendario meno favorevole rispetto allo scorso anno, il settore dimostra ancora una volta una buona capacità di tenuta, anche in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e dall’impatto dell’inflazione, legata soprattutto ai costi energetici”.

Il quadro resta quindi complesso e le incognite internazionali potrebbero influenzare anche l’andamento dell’estate. Tuttavia, i segnali che emergono sono chiari: il turismo di prossimità si consolida come tendenza strutturale, sostenuto da scelte di viaggio più consapevoli e da una domanda interna che, almeno per ora, continua a rappresentare il vero motore della ripresa.

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