16 Agosto 2026, domenica
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Ombre sulla formazione: nuovi sviluppi nell’inchiesta che scuote il Pertini–Santoni di Crotone

Un arresto e due misure interdittive nell’indagine sui corsi scolastici e universitari: al centro corruzione, concussione, truffe e falsi. Accuse pesanti per docenti ed ex dirigenti, ma il procedimento è ancora in fase preliminare.

L’indagine sulle irregolarità nei corsi di formazione scolastici e universitari che ha coinvolto l’Istituto di istruzione superiore Pertini–Santoni di Crotone segna un nuovo e rilevante capitolo. Il 19 novembre 2025 i Carabinieri del Nucleo Investigativo, su delega della Procura della Repubblica di Crotone, hanno eseguito una misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un uomo di 64 anni, C.G., figura di lunga esperienza nel mondo dell’istruzione come docente ed ex dipendente del Ministero dell’Istruzione, oggi anche socio di una società con sede a Roma attiva nella gestione di corsi culturali, ricreativi e formativi. Al tempo dei fatti e tuttora, l’indagato ricopriva inoltre un ruolo di raccordo tra scuola e università nell’ambito dell’ateneo telematico eCampus.

L’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Crotone su richiesta della Procura guidata dal procuratore Domenico Guarascio, ipotizza nei confronti di C.G. i reati di corruzione, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta che già il 12 novembre aveva portato all’emissione di misure cautelari nei confronti di altri soggetti.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’indagato avrebbe svolto un ruolo di intermediario in un sistema finalizzato a ottenere anticipatamente, dietro compenso, le risposte dei test preselettivi del Tfa sostegno per le scuole secondarie di secondo grado bandito dalla Link Campus University nell’anno accademico 2021-2022. Una rete in cui comparirebbe un pubblico ufficiale non ancora identificato, che avrebbe accettato – o si sarebbe impegnato ad accettare – somme di denaro per fornire il materiale riservato. C.G., sempre secondo l’impianto accusatorio, avrebbe ricevuto o comunque accettato la promessa di 5000 euro, trattenendone solo una parte a fronte dell’attività di mediazione. A valle del meccanismo, due figure ben note nel panorama scolastico cittadino, S.I., già dirigente scolastica a Crotone, e C.E., responsabile del polo eCampus locale, avrebbero poi materialmente trasmesso ai candidati le risposte ritenute segrete, previo versamento di denaro.

Parallelamente all’arresto, lo stesso provvedimento giudiziario ha disposto due misure interdittive: la sospensione dal pubblico ufficio e dal servizio, con divieto di svolgere attività d’insegnamento fino alla conclusione dell’anno scolastico 2025-2026, nei confronti di due docenti del Pertini–Santoni, A.F., 52 anni, e M.L., 64 anni. Entrambe collaboratrici della dirigente scolastica dell’epoca, sono accusate di aver partecipato, in diverse forme, a falsificazioni documentali, truffe aggravate e, nel caso di M.L., anche a condotte di concussione.

Per A.F., la Procura contesta la partecipazione alla redazione di un verbale irregolare della commissione incaricata di valutare le domande per la selezione di 25 educatori professionali destinati a un progetto di sostegno per studenti con disabilità. Il 9 maggio 2022, secondo l’accusa, la commissione avrebbe attestato falsamente l’arrivo nei termini di alcune candidature che, invece, non erano mai pervenute. Inoltre, una candidata sarebbe stata dichiarata idonea con un punteggio specifico senza che fosse intervenuta alcuna valutazione reale: la sua selezione, secondo gli investigatori, sarebbe derivata da un accordo interno, fondato su un curriculum mendace che non risultava nemmeno agli atti.

Sempre secondo l’impianto accusatorio, tali forzature avrebbero indotto l’amministrazione scolastica – e la Provincia di Crotone, ente finanziatore del progetto – a stipulare un contratto con una persona priva dei requisiti necessari. A ciò si aggiunge un ulteriore fronte: A.F., all’epoca vice preside, avrebbe omesso di segnalare e gestire correttamente l’assenza ingiustificata di una docente a tempo determinato, figlia della dirigente scolastica S.I., determinando un esborso indebito di oltre tremila euro per ore di lavoro non svolte.

Ancora più delicata la posizione di M.L., vicaria della dirigente scolastica. Su di lei pendono accuse di falso ideologico, falso materiale e concussione. Le contestazioni riguardano, da un lato, la redazione di un documento volto a far apparire una domanda d’esame – in realtà irricevibile e presentata fuori termine – come regolare, al fine di consentire a un candidato di sostenere gli esami integrativi per conseguire la maturità da geometra. Dall’altro, circostanze definite come una vera e propria pressione esercitata sui professori commissari: secondo gli investigatori, dopo il rifiuto dei docenti di promuovere “a forza” il candidato, M.L. avrebbe riferito loro la posizione della dirigente S.I., minacciando di non concedere l’autorizzazione all’esercizio della libera professione per l’anno successivo qualora non avessero garantito l’esito desiderato. Una strategia che avrebbe sortito l’effetto di costringere i commissari a modificare il loro giudizio.

Resta fermo che l’intera vicenda si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Gli interrogatori di garanzia sono stati già svolti il 17 novembre davanti al Gip, e il principio della presunzione di innocenza impone che le persone coinvolte possano dimostrare in sede processuale la propria estraneità ai fatti contestati.

L’azione condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Crotone, sotto la direzione della Procura, si inserisce in un più ampio percorso investigativo volto a monitorare e tutelare la legalità nella pubblica amministrazione, con particolare attenzione al settore della formazione, ritenuto strategico e al tempo stesso vulnerabile a fenomeni corruttivi. Una rete complessa di rapporti e responsabilità che, se confermata, restituirebbe un quadro allarmante su pratiche opache radicate in un ambito che dovrebbe essere presidio di trasparenza e merito.

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