16 Agosto 2026, domenica
HomeItaliaCronacaRapine ai danni di coetanei, due minorenni finiti ai domiciliari: così i...

Rapine ai danni di coetanei, due minorenni finiti ai domiciliari: così i carabinieri li hanno individuati

A fine luglio due aggressioni violente a San Salvario e in via Pietro Cossa. Le indagini incrociate delle Stazioni di Borgo San Salvario e Pozzo Strada hanno permesso di ricostruire i fatti e identificare i responsabili.

Due aggressioni violente, avvenute a pochi giorni di distanza e con lo stesso schema: vittime adolescenti, colpite senza esitazione in strada da giovanissimi rapinatori. A distanza di alcune settimane dai fatti, i carabinieri delle Stazioni di Borgo San Salvario e Pozzo Strada hanno eseguito un’ordinanza di permanenza in casa nei confronti di due minorenni torinesi, ritenuti responsabili delle rapine compiute tra il 23 e il 29 luglio. Per un terzo giovane, anch’egli coinvolto nel secondo episodio ma non imputabile per età, è scattata una perquisizione domiciliare.

La prima rapina risale alla sera del 23 luglio, in pieno quartiere San Salvario, lungo corso Marconi. Un ragazzo viene avvicinato con un pretesto banale, una sigaretta. Al suo rifiuto, la situazione precipita: uno dei due aggressori lo blocca afferrandolo per la maglietta, mentre l’altro gli sferra un pugno in volto. È un’aggressione rapida, brutale, conclusa con la fuga dei minori dopo essersi impossessati degli auricolari che la vittima indossava. Fondamentale, quella sera, la presenza a brevissima distanza di una pattuglia della Stazione di Borgo San Salvario: l’immediato intervento consente ai militari di identificare già nelle ore successive uno dei due responsabili, riconosciuto senza esitazioni dal giovane aggredito quando si presenta in caserma per sporgere denuncia.

Sei giorni dopo, il 29 luglio, il copione si ripete in via Pietro Cossa, all’altezza del civico 12, ma con un’escalation di violenza. Stavolta gli aggressori sono tre minorenni: oltre ai due già coinvolti in corso Marconi, si aggiunge un terzo ragazzo. Ad essere preso di mira è un diciassettenne, “agganciato” con la scusa di una richiesta di indicazioni stradali. Quando il giovane si ferma per rispondere, viene circondato. Prima un pugno in pieno volto, poi una serie di calci mentre è a terra. I tre fuggono con il suo portafoglio. L’intera scena viene ripresa dalle telecamere di videosorveglianza della zona, offrendo agli investigatori un quadro chiaro della dinamica e dei movimenti del gruppo.

È proprio l’osmosi investigativa tra le due Stazioni dell’Arma, che dopo la prima rapina avevano già avviato approfondimenti paralleli, a consentire di ricondurre i due episodi agli stessi giovani. I riscontri raccolti convergono e il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Piemonte e Valle d’Aosta emette un’ordinanza di permanenza domiciliare nei confronti dei due ragazzi ritenuti responsabili di entrambe le aggressioni.

Il terzo minore, invece, all’epoca dei fatti non imputabile per ragioni di età, non può essere destinatario di misure cautelari. Gli inquirenti eseguono però nei suoi confronti un decreto di perquisizione domiciliare: nell’abitazione vengono rinvenuti gli abiti che presumibilmente indossava durante la rapina del 29 luglio, un elemento ritenuto utile alla ricostruzione completa dell’episodio.

Le indagini hanno così ricomposto in pochi giorni il quadro di due vicende che avevano destato forte preoccupazione nel quartiere, restituendo un’immagine nitida della violenza ingiustificata con cui i tre giovanissimi avevano agito. Un lavoro rapido e coordinato, che ha permesso di assicurare alla giustizia – e alla vigilanza delle famiglie – due minorenni già noti in zona per comportamenti problematici, e di chiarire l’intera sequenza degli eventi.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti