8 Luglio 2026, mercoledì
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Maduro libera il cittadino franco-cileno Camilo Castro: sollievo a Parigi, mentre resta aperto il caso Trentini

Dopo cinque mesi di detenzione senza motivazioni ufficiali, l’insegnante di yoga scomparso al confine colombiano torna in libertà. Macron rivendica la fermezza diplomatica francese. Sullo sfondo, l’analogo caso dell’italiano Alberto Trentini, detenuto da un anno in Venezuela.

Camilo Castro è finalmente libero. Con un messaggio diffuso su X, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la scarcerazione del quarantunenne franco-cileno detenuto in Venezuela dalla fine di giugno. Parole asciutte e cariche di sollievo: «Condivido la gioia dei suoi cari e ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per la sua liberazione». Macron ha rivendicato il metodo della diplomazia francese, «talvolta silenziosa, ma sempre determinata e salda», il modo – ha sottolineato – in cui Parigi protegge i propri cittadini all’estero.

Pochi minuti dopo, la madre di Castro è intervenuta sul canale Tf1-Lci. Visibilmente emozionata, ha detto di avere «poche parole» e un solo desiderio: «Poterlo riabbracciare». Una dichiarazione semplice, che restituisce la dimensione umana di una vicenda durata quasi cinque mesi, seguita con crescente preoccupazione sia dalla famiglia sia dalle organizzazioni per i diritti umani.

Il caso di Castro presenta sorprendenti analogie con quello di Alberto Trentini, il cooperante italiano originario del Veneto detenuto da un anno in Venezuela. Anche in questo caso, un cittadino occidentale trattenuto senza accuse pubbliche né un percorso giudiziario trasparente. E per questo, da tempo, sotto l’attenzione di ong e governi europei.

Castro, insegnante di yoga residente in Colombia, era scomparso il 26 giugno nella zona di confine di Paraguachon, dove si era recato per rinnovare il permesso di soggiorno. Di lui non si era saputo più nulla fino a fine luglio, quando la famiglia aveva ricevuto un messaggio audio in cui l’uomo chiedeva aiuto. Amnesty International, che aveva seguito il caso, lo aveva incluso in un rapporto sulle cosiddette “sparizioni forzate” attribuite al governo di Nicolás Maduro: detenzioni non riconosciute, secondo l’Ong, utilizzate come strumento di pressione diplomatica o come risposta a presunte “cospirazioni straniere”.

L’agenzia Associated Press ha precisato che Castro era stato trattenuto per circa cinque mesi senza motivazioni chiare e senza la possibilità di ricevere assistenza consolare, prerogativa garantita dal diritto internazionale. Già a fine agosto il quotidiano online venezuelano El Nacional aveva raccontato la sua vicenda, definendola emblematica di una strategia di controllo esercitata in modo opaco dalle autorità venezuelane.

La liberazione di Castro rappresenta un successo per la diplomazia francese, ma lascia intatto l’interrogativo sul futuro di Alberto Trentini. Due storie parallele che mettono in luce la stessa zona grigia: cittadini stranieri trattenuti senza accuse, al centro di un complesso equilibrio tra diritti umani, pressioni politiche e relazioni internazionali. Una vicenda che, per l’Europa, resta tutt’altro che chiusa.

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