Una giornata di montagna, forse iniziata come tante altre, si è conclusa in tragedia sulle Alpi Retiche. Mauro Profaizer, 57 anni, originario di Trento e da tempo residente ad Ardenno, in provincia di Sondrio, ha perso la vita durante un’escursione in alta quota. L’uomo, ingegnere in un’azienda della zona e appassionato di alpinismo, è precipitato in un canalone a circa 2.570 metri di altitudine, nel territorio di Berbenno di Valtellina.
Secondo le prime ricostruzioni del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Sondrio, intervenuto sul posto insieme ai carabinieri di Ardenno, l’incidente è avvenuto nel pomeriggio di domenica. Profaizer stava affrontando un tratto particolarmente impegnativo quando, a causa del terreno reso scivoloso dalla neve caduta nelle ore precedenti, ha perso l’equilibrio. La caduta, rovinosa e inarrestabile, lo ha trascinato per circa trecento metri lungo il pendio, fino a terminare la corsa in un canalone.
Gli amici e i compagni di escursione, non vedendolo riemergere, hanno lanciato immediatamente l’allarme. In pochi minuti si è alzato in volo l’elicottero di Elisondrio, che ha permesso ai soccorritori di individuare il corpo dell’alpinista e di portare a termine le delicate operazioni di recupero. Per Mauro Profaizer, purtroppo, non c’è stato nulla da fare: il medico a bordo dell’elicottero non ha potuto che constatarne il decesso.
La notizia ha scosso profondamente la comunità di Ardenno, dove Profaizer era conosciuto e stimato sia per la sua professionalità sia per la sua passione per la montagna. “Era un uomo prudente e preparato”, raccontano alcuni conoscenti, “ma la montagna, anche per chi la conosce bene, non perdona mai una distrazione o un imprevisto”.
Le Alpi Retiche, con i loro paesaggi maestosi e i pendii impegnativi, tornano così a essere teatro di una tragedia che ricorda quanto fragile sia il confine tra avventura e pericolo. Le indagini del Sagf proseguono per chiarire ogni dettaglio dell’accaduto, ma tutto lascia pensare a un drammatico incidente, favorito dalle condizioni meteo e dal terreno insidioso.
Un ultimo passo falso, in una domenica d’autunno, ha spezzato la vita di un uomo che della montagna aveva fatto la sua passione più autentica.
