La Roma torna a respirare aria d’alta quota. All’Olimpico, sotto un cielo che profuma già d’autunno e ambizioni, i giallorossi battono 2-0 l’Udinese e si riprendono la vetta della Serie A, approfittando del passo falso del Napoli a Bologna. Una vittoria limpida, costruita con pazienza, ordine e intensità, che segna anche un piccolo spartiacque: è la prima affermazione stagionale non “di corto muso”, come ormai si usa dire. E lo fa con le firme di due simboli diversi ma ugualmente emblematici: Lorenzo Pellegrini, capitano e cuore pulsante del gruppo, e Zeki Celik, laterale turco alla prima gioia in campionato.
La partita
La Roma parte con il piglio giusto, nonostante l’emergenza in attacco e l’ennesima tegola: l’infortunio di Dovbyk, che dopo un tiro sente tirare l’anca e deve lasciare il campo. Gasperini, costretto a ridisegnare il fronte offensivo, si affida a Baldanzi, ma la squadra non perde ritmo né fiducia. L’Udinese, prudente e attendista, prova a contenere ma finisce per rintanarsi, lasciando ai padroni di casa il pallino del gioco.
Le prime occasioni sono giallorosse: un colpo di testa di Celik sfiora il bersaglio, poi è Cristante a far tremare l’Olimpico con una conclusione deviata da Karlstrom che si stampa sul palo alla destra di Okoye. I friulani si affacciano timidamente con una ripartenza di Atta, che però spreca malamente da posizione favorevole.
Il gol che rompe l’equilibrio arriva al 42’, dopo un lungo controllo Var: il cross di Mancini viene intercettato da Kamara, che liscia il pallone con il piede e lo tocca con il braccio. L’arbitro Collu, richiamato al monitor, assegna il rigore. Pellegrini resta impassibile e spiazza Okoye, regalando alla Roma il vantaggio e un urlo liberatorio che scuote lo stadio.
La ripresa e il raddoppio
Nel secondo tempo la squadra di Gasperini gestisce con maturità e, al 61’, chiude la pratica. Ancora Mancini protagonista, ancora decisivo: scambia nello stretto con Celik, che conclude di destro e trova il raddoppio, il suo primo gol in Serie A. È la rete che mette al sicuro i tre punti e certifica la solidità di una Roma capace di colpire senza concedere quasi nulla.
L’Udinese prova una reazione d’orgoglio solo nel finale, ma trova sulla sua strada uno Svilar in serata di grazia: il portiere serbo salva su Zaniolo, tornato all’Olimpico tra i fischi, e poi si supera con un volo d’istinto su un colpo di testa di Bayo. All’89’ Atta sfiora il gol della bandiera con una girata che si stampa sul palo, a portiere battuto. È l’ultima emozione di una gara ormai segnata.
La forza della difesa
Con soli cinque gol subiti in undici partite, la Roma conferma la propria identità: una squadra che difende con ordine, riparte con lucidità e trova sempre risorse nuove nei momenti difficili. Mancini è l’emblema di questa compattezza, decisivo in entrambe le aree; Svilar si prende definitivamente la scena con parate da grande portiere; Celik e Pellegrini firmano la serata che riporta la Roma al primo posto e accende i sogni di un popolo che non smette mai di credere.
Gasperini può finalmente sorridere: la sua Roma ha trovato equilibrio, carattere e profondità di gioco. Il corto muso, per una volta, può restare nel cassetto. Oggi conta soltanto la sostanza di un gruppo che sa vincere, convincere e tornare a guardare tutti dall’alto.
