Un consenso quasi plebiscitario accompagna la proposta di introdurre in Italia una tassa sui grandi patrimoni. Secondo un sondaggio realizzato da Izi, l’84 per cento degli italiani si dichiara favorevole alla cosiddetta “Mamdani Tax”, un’imposta che colpirebbe i patrimoni superiori ai 10 milioni di euro. Il dato, che attraversa trasversalmente orientamenti politici e fasce sociali, segnala un crescente malessere verso le disuguaglianze economiche e la percezione di un sistema fiscale che grava soprattutto su ceto medio e lavoratori.
Il tema è esploso anche nel dibattito politico e sui social. Chiara Appendino, esponente del Movimento 5 Stelle, ha affidato a un post su X un commento destinato a far discutere e riflettere: “Il popolo e il ceto medio si impoveriscono, i super-paperoni festeggiano. Meloni tassa tutto ma non tocca i patrimoni sopra i 10 milioni. L’85% degli italiani vuole la Mamdani Tax, e tra questi ci sono anch’io”.
Le parole dell’ex sindaca di Torino hanno acceso il confronto, riportando al centro della scena una questione che, ciclicamente, torna a dividere il Paese: come ridurre le disuguaglianze senza scoraggiare gli investimenti.
Anche Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, è intervenuto poche ore prima. Una posizione che sottolinea come il tema non sia più confinato ai margini del dibattito economico, ma stia diventando una questione politica di primo piano.
Sul fronte del governo, per ora, nessuna apertura. Giorgia Meloni non ha commentato direttamente, ma la frase che circola tra gli oppositori – “quanto a lungo ancora proteggerai i privilegiati?” – riassume il tono del confronto. L’accusa è chiara: la premier, secondo i critici, avrebbe preferito concentrare la pressione fiscale su consumi e redditi da lavoro, evitando di toccare i grandi patrimoni.
L’idea di una “Mamdani Tax”, nata da un modello discusso in altri Paesi, trova terreno fertile in un’Italia dove le disparità economiche sono cresciute negli ultimi anni. Il ceto medio, stretto tra inflazione, mutui e precarietà, chiede una redistribuzione più equa del carico fiscale. La proposta, per ora, resta un tema politico e simbolico, ma il sondaggio Izi mostra che la domanda di giustizia sociale è più forte che mai.
Nel silenzio del governo e nel clamore dei social, la “Mamdani Tax” si trasforma così in un banco di prova per la politica italiana: da un lato, la richiesta di un riequilibrio delle ricchezze; dall’altro, il timore che una misura del genere possa spaventare gli investitori e frenare la crescita. In mezzo, un Paese che guarda con crescente sfiducia a chi possiede troppo e con sempre meno speranza chi, invece, fatica ad arrivare a fine mese.
