16 Agosto 2026, domenica
HomeItaliaCronacaTragedia sulle montagne del Nepal: cinque alpinisti italiani morti, altri sette dispersi

Tragedia sulle montagne del Nepal: cinque alpinisti italiani morti, altri sette dispersi

La Farnesina conferma la morte di tre connazionali e la scomparsa di altri sette, tra cui Marco Di Marcello e Markus Kirchler. Il Console generale d’Italia a Calcutta è a Kathmandu per coordinare le operazioni di ricerca con le autorità nepalesi.

Il silenzio delle montagne del Nepal si è trasformato in un dramma che scuote il mondo dell’alpinismo italiano. Dopo la conferma della morte di cinque connazionali in due distinti incidenti sull’Himalaya, cresce l’angoscia per altri sette alpinisti di cui si sono perse le tracce. La Farnesina ha reso noto che tra i dispersi figurano anche Marco Di Marcello e Markus Kirchler, impegnati in una spedizione nell’area del massiccio dello Yalung Ri, uno dei versanti più impervi del Paese asiatico.

Le ricerche, ostacolate dal maltempo e dalle condizioni estreme dell’alta quota, proseguono senza sosta. Squadre miste di soccorritori nepalesi e volontari internazionali tentano di raggiungere i campi base, dove si teme che valanghe e smottamenti abbiano travolto le cordate italiane. Le speranze si assottigliano con il passare delle ore, ma le autorità locali continuano a lavorare in stretto contatto con i rappresentanti diplomatici italiani.

Delle cinque vittime accertate, sono stati per ora identificati tre alpinisti: Alessandro Caputo, Stefano Farronato e Paolo Cocco. I loro corpi sono stati recuperati e trasferiti a valle, dove le autorità nepalesi stanno svolgendo le procedure di riconoscimento. Le altre due vittime, secondo quanto riferiscono fonti locali, non sono ancora state ufficialmente identificate.

A Kathmandu è giunto il Console Generale d’Italia a Calcutta, Riccardo Dalla Costa, competente anche per il Nepal. Il diplomatico coordina le operazioni di ricerca insieme alle autorità nepalesi, in costante raccordo con la Farnesina. L’obiettivo è duplice: assistere le famiglie degli alpinisti e garantire che le ricerche proseguano nel modo più efficace possibile, nonostante le difficoltà di comunicazione e le condizioni proibitive in quota.

Le spedizioni italiane impegnate in Nepal erano partite nelle scorse settimane per diverse ascensioni nella stagione autunnale, tradizionalmente una delle più favorevoli all’alpinismo himalayano. Ma le condizioni meteo, improvvisamente peggiorate, hanno trasformato l’impresa in una trappola di ghiaccio e vento.

Mentre l’Italia segue con apprensione gli sviluppi, la comunità alpinistica internazionale si stringe nel cordoglio e nella speranza. Il richiamo dell’Himalaya, con la sua bellezza crudele e la sua forza inesorabile, continua a mietere vittime anche tra i più esperti, ricordando quanto sottile sia il confine tra la conquista e la tragedia.

Le autorità italiane mantengono costante contatto con le famiglie dei dispersi e delle vittime, aggiornandole sull’evolversi delle operazioni. Le montagne del Nepal, oggi, non restituiscono ancora tutte le loro verità, ma da quelle vette si leva un dolore che attraversa confini e silenzi, unendo nel lutto e nella speranza un intero Paese.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti