“In Campania, più che grandi progetti faraonici, servono grandi opere di recupero del patrimonio pubblico dismesso e in disuso.” È netto il giudizio di Edmondo Cirielli, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che invita la Regione e gli enti locali a rivedere le priorità in materia di sviluppo urbano.
Al centro delle sue riflessioni c’è il cosiddetto Progetto IL FARO, un intervento edilizio che, secondo Cirielli, rischierebbe di snaturare il territorio. “Non considero strategico – spiega – un piano che potrebbe riversare migliaia di metri cubi di cemento su un’area che ha certamente bisogno di riqualificazione, ma in modo sostenibile e rispettoso dell’ambiente urbano.”
Per il Vice Ministro, la vera “grande opera” non è quella fatta di nuove costruzioni, ma quella che guarda al recupero diffuso del patrimonio architettonico pubblico, oggi spesso abbandonato o inutilizzato. Un approccio che, nelle sue intenzioni, dovrebbe coinvolgere tutti i quartieri, senza concentrarsi soltanto sulle aree centrali o più appetibili dal punto di vista immobiliare.
“Serve una sorta di grande piano casa regionale – prosegue Cirielli – capace di restituire spazi alla collettività, creare nuove unità immobiliari destinate al bene pubblico e contribuire a contenere il caro-affitti, migliorando concretamente la qualità della vita dei cittadini.”
La visione proposta è quella di una Campania che cresce senza espandersi, che valorizza ciò che già esiste anziché consumare nuovo suolo. Un modello di sviluppo urbano più sobrio, ma anche più lungimirante, in cui la rigenerazione del patrimonio pubblico diventa motore di inclusione sociale e leva per un’economia sostenibile e duratura.
