Un volo di dieci metri, un impatto fatale e l’ennesima vita spezzata sul lavoro. È accaduto nel primo pomeriggio di ieri, tra San Martino di Venezze e Mardimago, nel cuore del Polesine. La vittima è un giovane operaio, rimasto ucciso dopo essere precipitato da un silos all’interno di un’azienda della Cooperativa Produttori di Mais di San Martino.
L’allarme è scattato immediatamente: sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118, i tecnici dello Spisal dell’Ulss 5 Polesana e i carabinieri, ma per il ragazzo non c’è stato nulla da fare. Troppo gravi le ferite riportate nella caduta: i soccorritori non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.
Gli investigatori dell’Arma hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con esattezza la dinamica dell’incidente. Secondo una prima ricostruzione, l’operaio stava eseguendo un intervento di manutenzione o di controllo quando, per cause ancora da chiarire, avrebbe perso l’equilibrio cadendo nel vuoto. Gli ispettori dello Spisal stanno verificando il rispetto delle norme di sicurezza e l’eventuale utilizzo delle imbracature previste per le lavorazioni in quota.
La tragedia ha gettato nello sconforto la comunità locale, scossa dall’ennesimo lutto sul lavoro. Solo pochi giorni fa, infatti, il Polesine aveva pianto Luca Domenicale, 29 anni, rimasto schiacciato da un macchinario in un’azienda della zona. Due morti in una settimana, due storie diverse ma unite dallo stesso drammatico filo rosso: la fragilità delle tutele per chi ogni giorno affronta rischi concreti nei luoghi di lavoro.
Il sindaco di San Martino di Venezze e le autorità provinciali hanno espresso cordoglio alla famiglia del giovane e promesso il massimo impegno per fare piena luce sull’accaduto. Ma al di là delle inchieste, la morte di un altro lavoratore riaccende con forza la questione della sicurezza nei cantieri e nelle aziende agricole, dove spesso la fretta, la carenza di personale o la sottovalutazione del rischio si trasformano in tragedie.
Una vita spezzata in pochi secondi, in un giorno di lavoro come tanti. E ancora una volta, in Polesine come altrove, il lavoro si conferma terreno minato per chi, giovane o meno, cerca solo di guadagnarsi da vivere.
