Sotto un cielo gonfio di pioggia, in una Cagliari che si aspettava una serata di riscatto, il Sassuolo trova invece l’energia e la concretezza per tornare a sorridere. Finisce 2-1 per i neroverdi, grazie a un calcio di punizione perfetto di Laurienté e alla zampata da centravanti puro di Pinamonti, che regalano alla squadra di Grosso tre punti preziosi e una prova di maturità. Al Cagliari di Pisacane, combattivo ma disordinato, non basta il gol di Sebastiano Esposito, tornato al gol dopo un lungo digiuno.
Per i sardi è la terza sconfitta consecutiva tra le mura amiche, un campanello d’allarme che pesa più del risultato. Per il Sassuolo, invece, è un segnale di vitalità dopo settimane di incertezze: una vittoria ottenuta senza il leader Berardi, con l’impronta di un gruppo che sa soffrire e colpire nei momenti giusti.
Primo tempo bloccato, equilibrio e pioggia
Alla Unipol Domus il match si apre in un’atmosfera umida e pesante. Il Cagliari parte con buon piglio, spinto dal pubblico e da un ritmo alto che mette in difficoltà gli avversari nei primi minuti. Ma con il passare del tempo il Sassuolo prende campo, cresce nel palleggio e si assesta con sicurezza nella metà campo avversaria.
L’unico vero brivido del primo tempo arriva da Sebastiano Esposito, che al 26’ trova la rete del possibile vantaggio: un tocco da attaccante d’area che però viene cancellato dalla bandierina del guardalinee per posizione di fuorigioco. Il gol annullato spegne l’entusiasmo dei rossoblù, mentre gli ospiti iniziano a guadagnare fiducia. Le squadre vanno al riposo sullo 0-0, con poche emozioni ma una crescente sensazione di equilibrio pronto a spezzarsi.
Laurienté e Pinamonti, la svolta in dieci minuti
La ripresa cambia subito tono. Al 54’ il Sassuolo rompe l’equilibrio con un gesto tecnico di rara precisione: Laurienté calcia una punizione perfetta dai venti metri, la palla disegna una traiettoria imprendibile e si infila alle spalle di Caprile, immobile. È il gol che accende il match e che piega le certezze del Cagliari.
I sardi provano a reagire con coraggio e trovano una traversa clamorosa con Zappa, ma al 65’ arriva la seconda stoccata emiliana. Un pallone recuperato alto sulla trequarti si trasforma in un’azione rapida: Volpato serve Pinamonti, che con una finta di tiro manda fuori tempo Prati e batte Caprile sul primo palo. Due a zero, e il Sassuolo mette la partita in discesa.
Esposito accorcia, ma il Cagliari non trova la forza del pari
Pisacane gioca le carte della disperazione e inserisce forze fresche: dentro Gaetano e Felici, che al 73’ confezionano l’azione del gol. Scambio rapido sulla destra, assist in area e tocco vincente di Esposito, che riapre la gara. La rete restituisce entusiasmo al pubblico e spinge il Cagliari in avanti negli ultimi quindici minuti, ma il Sassuolo tiene botta con ordine, difendendo con compattezza e lucidità.
Nel finale, i rossoblù ci provano con cross e calci piazzati, ma la difesa neroverde non concede varchi. Finisce 2-1, con gli emiliani che festeggiano sotto la pioggia una vittoria di peso, mentre i padroni di casa devono fare i conti con un’altra occasione svanita.
La classifica e i segnali
Con questo successo, il Sassuolo sale a 13 punti e ritrova fiducia dopo un periodo altalenante, dimostrando di poter essere competitivo anche senza il suo uomo simbolo, Berardi. Il Cagliari resta fermo a quota 9, incappando nel terzo ko consecutivo davanti ai propri tifosi, un dato che rischia di pesare sul morale e sulla classifica.
Grosso può guardare al futuro con un cauto ottimismo: la squadra ha mostrato solidità, personalità e una ritrovata capacità di colpire nei momenti chiave. Pisacane, invece, dovrà ripartire dal carattere mostrato a tratti dai suoi uomini, ma anche interrogarsi sulle difficoltà difensive e sull’incapacità di capitalizzare i momenti favorevoli.
A Cagliari resta l’amaro di una notte di pioggia e rimpianti, in cui il Sassuolo ha dimostrato che per vincere non serve dominare, ma saper colpire quando conta davvero.
