Con la fine dell’estate, il 21 settembre si è chiusa ufficialmente la campagna “Healthy Summer 2025”, promossa dal Ministero della Salute e condotta dai Carabinieri del Comando per la Tutela della Salute (NAS) sotto il coordinamento del Comando Generale dell’Arma. Un’operazione che, per tre mesi, ha vigilato sul rispetto delle norme igienico-sanitarie e sulla qualità dei servizi destinati non solo a vacanzieri e turisti, ma anche a quanti hanno trascorso la stagione in ospedale o all’interno delle strutture socio-assistenziali.
Il bilancio è imponente: 3.563 ispezioni in tutta Italia tra agriturismi, stabilimenti balneari, villaggi turistici, centri benessere, RSA, attività di ristorazione sulle principali arterie stradali e autostradali, street food, porti, aeroporti e stazioni. I controlli hanno fatto emergere 1.331 situazioni non conformi, pari al 37% del totale. Sono state segnalate 1.291 persone alle Autorità competenti, contestate 2.146 violazioni e disposte 20 misure restrittive della libertà personale.
Sul fronte sanzionatorio, i Carabinieri NAS hanno contestato 183 violazioni penali e 1.963 amministrative, per un ammontare complessivo superiore a 1,5 milioni di euro. Ancora più rilevante il dato dei sequestri: alimenti e bevande non conformi per un valore stimato oltre 38 milioni di euro sono stati sottratti al commercio.
I settori più colpiti: street food e strutture socio-assistenziali
Tra le irregolarità più diffuse spiccano quelle legate al settore dello street food: 327 violazioni su 691 controlli. Seguono le strutture socio-assistenziali, con 255 irregolarità su 852 verifiche. Un segnale d’allarme che sottolinea la vulnerabilità dei servizi destinati sia al consumo veloce sia alle fasce più fragili della popolazione.
Particolare attenzione è stata rivolta ai controlli sugli alimenti artigianali, dopo i recenti casi di botulismo legati al consumo di conserve domestiche. I NAS hanno verificato il rispetto delle norme di produzione, conservazione e tracciabilità per ridurre al minimo i rischi di contaminazioni potenzialmente letali.
Focus su estetica e centri benessere: vietate sostanze tossiche per le unghie
L’attività ispettiva ha riguardato anche il mondo dell’estetica e dei centri benessere, con particolare attenzione ai trattamenti per le unghie. Dallo scorso 1° settembre è entrato in vigore un nuovo regolamento europeo che vieta l’uso del Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide (TPO) e del Dimethyltolylamine (DMTA) nei cosmetici, sostanze classificate come cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione (CMR 1B).
Le verifiche hanno portato al sequestro di prodotti non conformi e alla segnalazione di operatori che continuavano a utilizzare articoli contenenti componenti tossici. Un intervento che mira a garantire maggiore sicurezza a consumatori e professionisti del settore, spingendo il mercato verso alternative più sicure.
Operazioni sul territorio: dal rischio botulino a Bologna ai cosmetici tossici a Napoli
Tra gli interventi più rilevanti, spiccano due operazioni esemplari.
- Bologna: i NAS hanno scoperto gravi irregolarità in un’azienda agricola produttrice di conserve e succhi di frutta. Sono stati sequestrati 674 kg di prodotti per un valore di oltre 15.000 euro, rinvenuti vasetti riutilizzati e sporchi, conserve prive di etichette, prodotti risalenti addirittura al 2010, ambienti contaminati da sporcizia e guano. L’attività è stata sospesa dall’AUSL con un provvedimento da 150.000 euro, mentre le sanzioni amministrative hanno raggiunto i 4.500 euro.
- Napoli: i NAS hanno intercettato circa 800 confezioni di gel semipermanente per unghie contenenti TPO, sostanza vietata dall’UE. Il materiale, destinato alla vendita nei paesi vesuviani, è stato sequestrato per un valore di circa 6.000 euro. Il titolare è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria.
Un impegno costante per la salute pubblica
La campagna “Healthy Summer 2025” conferma l’azione capillare e preventiva dei Carabinieri NAS. Non solo repressione delle irregolarità, ma anche sensibilizzazione e deterrenza: l’obiettivo è garantire che i cittadini, turisti e residenti, possano contare su standard di sicurezza alimentare e sanitaria elevati, in ogni contesto della vita quotidiana e del tempo libero.
Dallo street food agli agriturismi, dalle RSA ai centri estetici, l’operazione ha tracciato una mappa delle criticità, mostrando quanto la vigilanza sulla salute pubblica sia un presidio fondamentale, specie in un Paese che fa dell’accoglienza e della qualità alimentare un punto di forza riconosciuto nel mondo.
