La guerra tra Russia e Ucraina continua a giocarsi, sempre più intensamente, nei cieli. Nella notte, la città di Rostov sul Don, snodo strategico della Russia meridionale, è stata scossa da una serie di esplosioni attribuite ad attacchi ucraini, segnando un nuovo capitolo nell’escalation del conflitto.
A confermare l’accaduto è stato il sindaco Alexander Skryabin, che ha parlato di danni a un edificio residenziale. Più grave il bilancio fornito dal governatore dell’oblast di Rostov, Yuri Slyusar: due persone hanno perso la vita e cinque sono rimaste ferite. Gli attacchi hanno inoltre provocato incendi in magazzini e abitazioni, mentre l’onda d’urto ha mandato in frantumi le finestre di diversi edifici, inclusi i piani superiori di un condominio e una struttura sociale.
Secondo fonti indipendenti, colonne di fumo si sono alzate anche sopra l’area portuale della città, in prossimità di uno degli edifici colpiti, segnalando possibili danni a infrastrutture sensibili.
Sul fronte militare, Mosca ha dichiarato di aver abbattuto ben 276 droni ucraini sul proprio territorio, sottolineando l’intensità delle operazioni aeree. Ma la risposta russa non si è fatta attendere: nella stessa finestra temporale, le forze armate di Mosca hanno lanciato 147 droni contro l’Ucraina.
Kiev, dal canto suo, rivendica l’efficacia della propria difesa aerea: 123 velivoli senza pilota sarebbero stati neutralizzati entro le 8 del mattino, grazie a un’azione coordinata che ha coinvolto aviazione, unità missilistiche antiaeree, sistemi di guerra elettronica, droni e gruppi mobili di fuoco.
L’attacco russo, iniziato nel tardo pomeriggio precedente, ha visto l’impiego di una varietà di sistemi: droni kamikaze Shahed – inclusi modelli a reazione – insieme ai Gerbera, Italmas e ai velivoli-esca Parodiya. I lanci sarebbero partiti da diverse aree della Russia, tra cui Brjansk, Primorsko-Akhtarsk e Orel, oltre che dai territori occupati di Donetsk e dalla Crimea.
Nonostante l’elevato numero di intercettazioni, Kiev segnala impatti diretti di almeno 21 droni in dieci località, oltre alla caduta di detriti in altre sette aree. Al momento della diffusione del comunicato ufficiale, l’offensiva risultava ancora in corso, con ulteriori droni russi presenti nello spazio aereo ucraino.
Il quadro che emerge è quello di una guerra sempre più tecnologica e diffusa, dove i droni rappresentano il fulcro delle operazioni e rendono il fronte sempre più fluido, estendendosi ben oltre le linee di combattimento tradizionali.

