28 Luglio 2026, martedì
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Pirlo fuori dai giochi: niente panchina azzurra, “Non sono più il candidato”

Tra chiarimenti, retroscena e un addio mai annunciato ufficialmente: Andrea Pirlo rompe il silenzio e si sfila dalla corsa alla Nazionale, mentre il dibattito pubblico travolge una scelta che doveva restare sportiva.

Andrea Pirlo non sarà il prossimo Commissario Tecnico della Nazionale italiana. A mettere fine alle indiscrezioni e alle attese è stato lo stesso ex campione del mondo, con un messaggio affidato alle storie di Instagram: “Ieri sera ho appreso di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana”. Parole nette, che chiudono definitivamente una vicenda diventata, nel giro di pochi giorni, ben più complessa di una semplice decisione tecnica.

L’attuale allenatore dello United FC di Dubai ha scelto di intervenire pubblicamente per chiarire la propria posizione, aggiornando e precisando quanto già espresso nella notte precedente. Il riferimento è al cosiddetto “caso Fonbet”, al centro di polemiche che hanno finito per travalicare i confini sportivi.

Nel lungo messaggio diffuso domenica, Pirlo aveva espresso amarezza per il clima creatosi attorno al suo nome, spiegando il silenzio iniziale come un gesto di rispetto verso le istituzioni e la Federazione. Allo stesso tempo, aveva rivendicato con fermezza la correttezza del proprio operato: una carriera, prima da calciatore e poi da allenatore, sempre condotta nel pieno rispetto delle normative e degli impegni contrattuali.

La collaborazione finita sotto i riflettori, ha sottolineato, si inserisce esclusivamente nel suo percorso professionale negli Emirati Arabi Uniti e ha natura commerciale e sportiva. Qualsiasi interpretazione politica, ha aggiunto, rappresenta una forzatura che non riflette né il suo pensiero né la sua identità.

Tra le righe, già si intravedeva un epilogo ormai segnato. Nei ringraziamenti rivolti a Maldini e Leonardo — figure che avevano sostenuto la sua candidatura — emergeva una consapevolezza lucida: quella di una scelta ormai sfumata. Pirlo ha voluto riconoscere la loro competenza, serietà e dedizione al calcio italiano, ma anche esprimere rammarico per una vicenda che, da opportunità sportiva, si è rapidamente trasformata in un caso mediatico.

“L’amore per l’Italia non dipende da un incarico”, ha concluso. Una frase che suona come una chiusura elegante, ma anche come una presa di distanza da dinamiche che poco hanno a che fare con il campo.

Così, senza un annuncio ufficiale federale ma con una dichiarazione diretta e inequivocabile, si chiude la corsa di Pirlo alla panchina azzurra. Resta il retrogusto di un’occasione mancata e la sensazione che, ancora una volta, il calcio italiano si trovi a fare i conti con equilibri che vanno ben oltre il rettangolo di gioco.

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