La rotta della Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria diretta a Gaza e composta da oltre cinquanta imbarcazioni partite da diversi porti del Mediterraneo, è stata improvvisamente interrotta da una serie di attacchi in acque internazionali, a sud di Creta. Secondo le prime ricostruzioni, la spedizione è stata bersagliata da droni, bombe sonore, oggetti non identificati e persino da lanci di spray urticanti.
Almeno tre le imbarcazioni colpite – la Zefiro, la Morgana e la Taigete – ma fortunatamente nessuno tra i membri degli equipaggi risulta ferito. Le comunicazioni arrivate dagli attivisti parlano di momenti di grande concitazione a bordo, con manovre d’emergenza per garantire l’incolumità delle persone.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato un immediato intervento della Marina militare: «Una fregata italiana si sta già dirigendo verso l’area per eventuali attività di soccorso», ha dichiarato, sottolineando la necessità di monitorare la situazione e di garantire assistenza in caso di emergenze umanitarie.
L’episodio ha avuto immediate ripercussioni anche sul piano politico interno. Alla Camera, Pd, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle hanno inscenato una protesta occupando l’emiciclo e i banchi del governo. Le opposizioni chiedono chiarezza sull’accaduto e un impegno più netto dell’Italia nelle sedi internazionali per tutelare la libertà di navigazione e la sicurezza delle missioni civili.
La Global Sumud Flotilla, iniziativa che raccoglie attivisti e imbarcazioni da numerosi Paesi, si propone di portare aiuti e solidarietà alla popolazione di Gaza, sottoposta da mesi a una gravissima crisi umanitaria. Gli organizzatori rivendicano la natura pacifica della spedizione, mentre restano da chiarire responsabilità e dinamiche degli attacchi subiti nel tratto di mare tra Creta e le coste orientali del Mediterraneo.
Sul piano diplomatico, l’episodio rischia di accendere ulteriormente le tensioni internazionali già altissime nell’area, ponendo l’Italia in prima linea nella gestione di una vicenda che intreccia sicurezza, diritti umanitari e scelte di politica estera.
