TORINO DI SANGRO (Chieti) – Una nuova tragedia sul lavoro scuote l’Abruzzo e riporta al centro l’urgenza di misure più efficaci in tema di sicurezza nei luoghi di produzione. Un operaio di 52 anni, residente a Vasto, ha perso la vita nella notte tra lunedì e martedì all’interno dello stabilimento Prima Eastern, azienda specializzata nello stampaggio a iniezione di materie plastiche, con sede a Torino di Sangro, in provincia di Chieti.
L’incidente è avvenuto intorno alle 3 del mattino. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato schiacciato da una balla di juta contenente una tonnellata di polimeri, materiale plastico impiegato nei processi industriali dello stabilimento. Le dinamiche precise dell’accaduto sono ancora al vaglio degli investigatori, ma si ipotizza che il carico possa essersi staccato da un’altezza significativa durante le operazioni di movimentazione interna.
I soccorsi del 118 sono intervenuti rapidamente, ma all’arrivo del personale medico l’operaio era già in condizioni critiche. Nonostante i tentativi di rianimazione, non è stato possibile salvarlo. La salma è stata trasferita all’obitorio del cimitero comunale di Torino di Sangro, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria per i successivi accertamenti.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Ortona, che hanno avviato le indagini per chiarire con esattezza le cause e le responsabilità dell’incidente. Gli inquirenti stanno ascoltando i colleghi della vittima presenti in turno al momento dell’accaduto, oltre a esaminare le immagini delle telecamere interne e a verificare l’idoneità delle strutture e delle procedure di sicurezza adottate dall’azienda.
La Prima Eastern è un’azienda attiva nella produzione di componenti in plastica destinati a vari settori industriali. Lo stabilimento di Torino di Sangro opera prevalentemente su turni, anche notturni, per rispondere alla domanda di produzione. Al momento non sono stati rilasciati comunicati ufficiali da parte della direzione aziendale.
Il decesso ha suscitato sgomento nella comunità di Vasto, dove l’operaio viveva con la propria famiglia, e ha riacceso il dibattito locale e regionale sulle condizioni di lavoro nei settori industriali. Sindacati e istituzioni hanno già espresso cordoglio e chiesto che si faccia piena luce su quanto accaduto.
Secondo i dati INAIL, l’Abruzzo registra ogni anno centinaia di infortuni sul lavoro, alcuni dei quali con esito mortale. Il settore manifatturiero, in particolare quello legato alla produzione di materiali plastici e chimici, figura tra i più a rischio, soprattutto nelle fasi di carico, scarico e movimentazione merci, dove l’interazione tra uomo e macchinari pesanti può trasformarsi in pochi secondi in un pericolo fatale.
A rendere ancora più allarmante l’accaduto è il fatto che si tratti dell’ennesimo incidente mortale avvenuto durante un turno notturno, momento in cui spesso la presenza di personale ridotto e il livello di vigilanza interna si abbassano fisiologicamente, aumentando il rischio in caso di emergenze improvvise.
Le autorità competenti stanno ora valutando anche eventuali profili di responsabilità a carico dell’azienda, sia in termini di formazione del personale, sia rispetto all’adozione delle necessarie misure di sicurezza per la movimentazione di carichi pesanti. Sarà fondamentale stabilire se le procedure previste siano state rispettate o se vi siano state negligenze.
Nel frattempo, il magistrato di turno potrebbe disporre l’autopsia sul corpo della vittima per escludere l’eventualità che l’operaio sia stato colto da malore prima di essere travolto. Tuttavia, allo stato attuale, l’ipotesi principale resta quella dell’incidente legato alla movimentazione di un carico instabile.
Il tragico episodio di Torino di Sangro si inserisce in un contesto nazionale in cui gli incidenti sul lavoro continuano a rappresentare una piaga diffusa e irrisolta. Solo nei primi mesi dell’anno, in Italia si sono registrati centinaia di decessi in contesti produttivi, spesso in circostanze evitabili. L’attenzione resta alta anche da parte delle organizzazioni sindacali, che chiedono interventi strutturali, controlli più stringenti e investimenti continui nella formazione e nella prevenzione.
Nelle prossime ore è atteso un sopralluogo dei tecnici della ASL di Chieti, che dovranno verificare il rispetto delle normative in materia di sicurezza sul lavoro. In base ai risultati, si deciderà se sospendere parzialmente o totalmente l’attività dello stabilimento per ulteriori accertamenti.
Mentre proseguono le indagini, resta il dolore per la perdita di un altro lavoratore. Un uomo che, come migliaia di altri ogni giorno, era entrato in fabbrica per iniziare un turno notturno e che invece non ha più fatto ritorno a casa.
