Il mercato del credito italiano si conferma in movimento, tra segnali di rallentamento sui mutui e un costante rafforzamento della raccolta bancaria. È quanto emerge dal rapporto mensile diffuso dall’Associazione bancaria italiana (Abi) relativo ad agosto 2025, che offre un quadro dettagliato sull’andamento di tassi, prestiti e risparmi.
Il dato più immediato riguarda i mutui per l’acquisto della casa, il cui tasso medio è salito al 3,31%, in aumento rispetto al 3,20% di luglio. Un livello che conferma la pressione sul mercato immobiliare e sulla capacità di spesa delle famiglie, in un contesto ancora condizionato dalle scelte di politica monetaria e dall’andamento dell’inflazione.
Il rapporto registra invece un lieve calo per il tasso medio sul complesso dei prestiti in essere, sceso al 3,92% dal 3,94% del mese precedente, segnale che riflette l’effetto della dinamica dei finanziamenti già contratti. In discesa anche il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese, passato dal 3,50% di luglio al 3,42% di agosto.
Prestiti in crescita: famiglie più dinamiche, imprese in ripresa
Sul fronte dell’erogazione di credito, l’Abi rileva un incremento complessivo dell’1,4% rispetto ad agosto 2024, in accelerazione rispetto al +1,3% registrato a luglio. A trainare la crescita sono soprattutto le famiglie, che segnano l’ottavo mese consecutivo di aumento, con una variazione del 2% a luglio. Più contenuto, ma comunque positivo, il contributo delle imprese: +0,7% a luglio e secondo mese di crescita consecutiva ad agosto. Un dato che lascia intravedere un progressivo rafforzamento della domanda di finanziamenti, dopo una fase di maggiore cautela.
Raccolta bancaria sopra i 2.100 miliardi
Il rapporto Abi evidenzia anche il consolidamento della raccolta bancaria. La raccolta diretta complessiva – che include depositi della clientela residente e obbligazioni – ha superato ad agosto i 2.100 miliardi di euro, in aumento del 2,5% su base annua, proseguendo la dinamica positiva iniziata a inizio 2024.
Il dettaglio mostra una crescita dei depositi nelle varie forme del 2,7% rispetto ad agosto 2024, mentre la raccolta a medio-lungo termine tramite obbligazioni si è rafforzata dello 0,9%.
Un ulteriore segnale positivo arriva dalla raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche: tra luglio 2024 e luglio 2025 l’incremento è stato di 175,1 miliardi di euro. Di questi, 18,2 miliardi provengono dalle famiglie, 17,6 miliardi dalle imprese, mentre il resto è distribuito tra imprese finanziarie, assicurazioni e pubblica amministrazione.
Conti correnti e risparmio
Il tasso medio riconosciuto sui conti correnti, che non hanno una finalità di investimento ma garantiscono accesso a una vasta gamma di servizi bancari, è rimasto stabile allo 0,27%, lo stesso livello registrato a luglio.
Nel complesso, la fotografia dell’Abi indica un Paese in cui i risparmi crescono e le banche continuano ad attrarre liquidità, mentre la dinamica dei tassi riflette le tensioni tra le esigenze di famiglie e imprese da un lato e il costo del denaro dall’altro. Una situazione che, nei prossimi mesi, sarà inevitabilmente influenzata dalle decisioni della Banca Centrale Europea e dal quadro macroeconomico internazionale.
