15 Agosto 2026, sabato
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Attacco a Gerusalemme, almeno sei morti nello scontro a fuoco su un autobus: Hamas rivendica e benedice l’azione

I due attentatori, saliti su un mezzo pubblico alle porte della città, hanno aperto il fuoco sui passeggeri. Neutralizzati dalle forze di sicurezza israeliane. Feriti numerosi civili. Hamas: “Un’azione eroica, risposta ai crimini dell’occupazione”. Cresce la tensione in tutta l’area.

AGGIORNAMENTO

GERUSALEMME – Ancora sangue e violenza nella capitale contesa del Medio Oriente. Almeno sei persone sono rimaste uccise e diverse altre ferite in quello che le autorità israeliane hanno definito un attacco terroristico armato avvenuto all’ingresso dello svincolo di Ramot Alon, a Gerusalemme. L’episodio, avvenuto nelle prime ore della giornata, ha avuto come teatro un autobus di linea, a bordo del quale due uomini armati hanno improvvisamente aperto il fuoco contro i passeggeri, seminando il panico.

La dinamica è stata ricostruita dai soccorritori del Magen David Adom, il servizio di emergenza nazionale israeliano, intervenuti tempestivamente sul posto. Secondo le prime testimonianze raccolte anche dai media locali, tra cui l’emittente Channel 12, i due attentatori si sarebbero uniti ai passeggeri a bordo del mezzo poco fuori da Gerusalemme. Appena superata la zona di Ramot, nel settore nordoccidentale della città, avrebbero estratto le armi e cominciato a sparare indiscriminatamente.

La reazione delle forze di sicurezza israeliane è stata immediata: i due uomini sono stati “neutralizzati” da agenti presenti nella zona, secondo quanto riferito dalla polizia. Non è stato ancora reso noto se gli attentatori siano stati uccisi sul posto o se siano rimasti feriti e poi arrestati. Le loro identità non sono state divulgate, ma fonti della sicurezza hanno confermato che l’attacco è stato trattato da subito come un’azione pianificata con finalità terroristiche.

Numerosi feriti sono stati trasportati d’urgenza negli ospedali della capitale, alcuni dei quali in gravi condizioni. Le autorità sanitarie hanno attivato l’allerta massima, e il bilancio delle vittime potrebbe aggravarsi nelle prossime ore. Le operazioni di bonifica e messa in sicurezza della zona sono ancora in corso, mentre l’esercito israeliano ha rafforzato la presenza nei punti sensibili della città e nei valichi con la Cisgiordania.

Nel pieno della confusione e dell’emergenza, è arrivata anche la reazione politica e militante del movimento islamista Hamas, che ha definito l’attacco “un’azione eroica” e ha dichiarato di “benedire l’operazione degli eroi”. In una nota diffusa attraverso i propri canali, il gruppo – che controlla la Striscia di Gaza – ha qualificato l’attacco come “una risposta naturale ai crimini dell’occupazione”. Pur non rivendicandolo ufficialmente, il movimento ha così offerto la sua benedizione all’azione, legandola a quanto definisce “le continue aggressioni contro il popolo palestinese”.

L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da forte tensione tra Israele e le fazioni armate palestinesi. Nelle ultime settimane, si è assistito a un’escalation di scontri nei Territori occupati, a raid aerei nella Striscia di Gaza e a una crescente pressione internazionale sulla gestione del conflitto da parte del governo israeliano. Proprio in Cisgiordania, le operazioni militari israeliane contro presunti covi terroristici si sono intensificate, alimentando ulteriormente il clima di instabilità e di reciproca ostilità.

La comunità internazionale, che segue con crescente preoccupazione l’andamento della situazione in Medio Oriente, ha finora mantenuto un profilo prudente, ma le cancellerie occidentali temono un ulteriore deterioramento della sicurezza interna israeliana e una possibile ripresa di azioni di rappresaglia su larga scala da parte dell’esercito.

La città di Gerusalemme, da sempre crocevia di religioni, simboli e conflitti, torna così a essere il centro di una violenza che sembra non trovare tregua. L’attacco di oggi riapre ferite profonde nella società israeliana, già scossa da recenti attentati individuali e da tensioni interne legate alle decisioni del governo su sicurezza e giustizia. L’ondata di violenza rischia di alimentare un circolo vizioso, con nuove operazioni militari e azioni di rappresaglia all’orizzonte.

Il clima rimane teso e imprevedibile, mentre le autorità israeliane non escludono ulteriori attacchi o tentativi di emulazione nei prossimi giorni. Nel frattempo, cresce il timore per una nuova spirale di violenza che, come in passato, potrebbe estendersi oltre i confini della capitale, con effetti destabilizzanti anche per l’intera regione.

Israele si interroga nuovamente su come garantire la sicurezza dei cittadini in una realtà dove, ancora una volta, la vita quotidiana viene interrotta dalla paura e dal piombo.

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