Spoleto, città che da oltre mezzo secolo è sinonimo di dialogo tra culture, torna a farsi scenario di un appuntamento che mette in relazione arti visive, scrittura e pensiero critico. Dal 7 settembre, il Caffè Letterario del Sansi diventerà il palcoscenico di un’iniziativa che unisce tradizione e sperimentazione, proseguendo quella vocazione all’internazionalità che ha reso celebre la città umbra sin dai tempi del Festival dei Due Mondi, fondato nel 1958 da Gian Carlo Menotti.
Se il Festival ha trasformato Spoleto in un crocevia per artisti, musicisti, attori e intellettuali provenienti da ogni parte del mondo, negli ultimi anni la città ha saputo consolidare questo ruolo con nuove esperienze che intrecciano linguaggi e discipline. Tra queste, il Menotti Art Festival, che ha saputo ereditare e rinnovare lo spirito originario, portando a Spoleto figure capaci di coniugare estetica e pensiero.
In questa cornice, l’inaugurazione del ciclo di incontri al Caffè Letterario del Sansi trova un naturale punto di forza. Protagonista della giornata sarà Valerio Giuffrè, medico, filosofo e artista romano, già noto al pubblico spoletino per la sua capacità di attraversare i confini tra letteratura, filosofia e arti visive. Giuffrè presenterà la sua ultima opera, Ananke Stenai, pubblicata da Bastogi Editore: un titolo che, nel richiamare l’urgenza del fermarsi, dell’arrestarsi a riflettere, si inserisce in un percorso di ricerca sempre attento alla dimensione critica e alla provocazione intellettuale. A rafforzarne il senso, il sottotitolo Gli asini e la loro asinaia, ispirato a Plauto, che mette in luce la vena ironica dell’autore e la sua capacità di offrire una lettura della contemporaneità tanto spiazzante quanto incisiva.
Ad accompagnare l’autore ci saranno l’editore Gianfranco Cotronei, il direttore artistico del festival Luca Filipponi e l’attrice Adelaide Parolini, chiamata a dare voce al testo in un intreccio tra lettura scenica e riflessione filosofica. Le opere visive dello stesso Giuffrè, premiate in sedi di rilievo come lo Spoleto Art Festival e il Premio Internazionale Oscar Wilde, completeranno la serata, creando un ambiente immersivo in cui parola e immagine dialogano in un continuum.
Il profilo di Valerio Giuffrè
Nato a Roma, Valerio Giuffrè ha saputo costruire un percorso intellettuale e artistico fuori dagli schemi. Medico di formazione, ha affiancato all’attività professionale un’intensa ricerca filosofica e artistica, trovando nell’intersezione dei linguaggi la sua cifra più originale. Autore di saggi, opere letterarie e volumi filosofici, Giuffrè si è distinto per una scrittura densa di richiami metafisici, spesso accompagnata da una sottile vena critica nei confronti della società contemporanea.
Parallelamente, la sua attività di artista visivo lo ha portato a esporre in contesti nazionali e internazionali, ricevendo riconoscimenti significativi. Le sue opere, che spaziano dalla pittura alla sperimentazione concettuale, si caratterizzano per una costante tensione verso il significato profondo dell’immagine, concepita non come semplice rappresentazione, ma come veicolo di pensiero.
La sua partecipazione a eventi come lo Spoleto Art Festival e il Premio Internazionale Oscar Wilde ha consolidato il suo ruolo di figura interdisciplinare, capace di dialogare con pubblici diversi e di collocarsi in quella tradizione italiana che da sempre intreccia arte e filosofia.
Un nuovo capitolo per la cultura spoletina
Con l’iniziativa al Caffè Letterario del Sansi, Spoleto conferma la sua vocazione di città laboratorio, dove tradizione e innovazione si incontrano. L’appuntamento del 7 settembre rappresenta non soltanto la presentazione di un libro, ma l’occasione per riaffermare l’importanza del confronto tra discipline, linguaggi e sensibilità diverse.
In un’epoca segnata dalla frammentazione culturale, eventi come questo ribadiscono il valore della contaminazione come strumento di conoscenza e di crescita collettiva. A Spoleto, ancora una volta, l’arte e il pensiero si danno appuntamento, riaffermando il ruolo della città umbra come punto di riferimento per chi cerca nel dialogo culturale una chiave di lettura del presente.
