TEL AVIV – “Nessun video di propaganda malevola ci indebolirà né ci allontanerà dagli obiettivi che ci siamo posti.” Con queste parole il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha risposto alla diffusione di un nuovo video pubblicato da Hamas, in cui compaiono due ostaggi israeliani: Guy Gilboa-Dalal e Alon Ohel.
Il filmato, reso pubblico dall’organizzazione palestinese, ha suscitato grande emozione e apprensione in Israele, rinfocolando la tensione già altissima attorno alla sorte dei rapiti e al proseguimento dell’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza.
Secondo quanto riportato dall’ufficio del primo ministro, Netanyahu ha avuto un colloquio diretto con i genitori dei due ostaggi apparsi nel video. Un gesto dal forte valore simbolico, che ha voluto testimoniare la vicinanza personale del leader israeliano alle famiglie coinvolte, oltre a riaffermare l’impegno del governo nel riportare a casa tutti i prigionieri ancora nelle mani di Hamas.
“La guerra può terminare immediatamente, ma solo alle condizioni fissate da Israele”, si legge in una nota ufficiale diffusa dall’ufficio del premier. La linea resta dunque inflessibile: nessuna concessione unilaterale, nessuna interruzione dell’operazione militare in corso se non nel quadro di un accordo che garantisca la sicurezza a lungo termine di Israele e il rilascio incondizionato degli ostaggi.
La diffusione di video con prigionieri israeliani è una delle armi mediatiche più frequentemente utilizzate da Hamas, che punta così a influenzare l’opinione pubblica israeliana e internazionale, esercitando pressione sul governo di Gerusalemme. Tuttavia, la leadership israeliana insiste nel respingere qualsiasi tentativo di manipolazione dell’emotività collettiva.
Netanyahu ha più volte ribadito che ogni operazione di propaganda non farà altro che rafforzare la determinazione del governo e delle Forze di Difesa israeliane. “La nostra volontà è ferrea”, ha affermato in più occasioni, “e non ci sarà tregua finché gli obiettivi della missione non saranno pienamente raggiunti”.
Il nuovo video si inserisce in un contesto bellico ormai protratto da mesi, con il conflitto tra Israele e Hamas che continua a mietere vittime e a suscitare preoccupazione in tutta la comunità internazionale. Sul fronte interno, la pressione sulle autorità israeliane è forte: le famiglie degli ostaggi, così come ampi settori della società civile, chiedono da tempo una soluzione immediata per riportare i prigionieri a casa.
Ma la posizione dell’esecutivo resta salda: prima la sicurezza, poi l’eventuale cessazione delle ostilità. Ogni trattativa, è la linea ufficiale, potrà avere luogo solo nel rispetto dei termini imposti da Israele.
Nel frattempo, l’opinione pubblica resta profondamente divisa tra chi sostiene la linea dura del governo e chi, invece, preme per una soluzione più rapida anche al prezzo di alcune concessioni. La battaglia, dunque, si combatte non solo sul terreno, ma anche nel campo della comunicazione e della diplomazia.
Il video di Gilboa-Dalal e Ohel è l’ennesimo tassello di una strategia di propaganda che Hamas porta avanti sin dalle prime fasi del conflitto. Tuttavia, la reazione di Netanyahu – ferma, decisa, rivolta alle famiglie ma anche all’intero Paese – segnala chiaramente che Israele non intende farsi dettare l’agenda da chi tiene ancora in ostaggio decine di suoi cittadini.
Mentre le trattative indirette continuano attraverso i canali mediatori internazionali, l’escalation comunicativa sembra destinata a proseguire. Ma per il governo israeliano il messaggio resta invariato: ogni ostacolo, anche il più crudele, non farà che rafforzare la determinazione a raggiungere una vittoria definitiva.
