Donald Trump torna a puntare il dito contro i media americani e rilancia l’idea di revocare le licenze a emittenti televisive come ABC e NBC. Una dichiarazione che scuote il dibattito sulla libertà di stampa e che, secondo Sandro Ruotolo, responsabile Informazione del Partito Democratico e relatore ombra per l’implementazione dell’European Media Freedom Act al Parlamento europeo, rappresenta “un attacco diretto al pluralismo e al principio stesso della democrazia sancito dal Primo Emendamento”.
“Trump – osserva Ruotolo – colpisce ancora una volta i media, e lo fa con una minaccia che va dritta al cuore della libertà di stampa. Negli Stati Uniti la Federal Communication Commission non revoca licenze per motivi politici o di linea editoriale: le concessioni radiotelevisive si fondano su criteri tecnici e di servizio pubblico, non sul contenuto delle notizie. Un presidente che propone il contrario mina l’indipendenza dei media e legittima la censura come strumento politico”.
Il parlamentare sottolinea il paradosso insito nelle parole dell’ex presidente: “Trump parla di ‘minaccia per la democrazia’ riferendosi a reti televisive che lo criticano, ma la vera minaccia è la sua idea di silenziarle. È un segnale inquietante, che si inserisce in una lunga serie di attacchi ai media e che risuona con altre derive autoritarie a livello globale. Colpire il giornalismo investigativo, che nel mondo anglosassone è definito watchdog della democrazia, significa indebolire lo strumento che vigila sul potere e ne garantisce la trasparenza”.
Da qui l’avvertimento rivolto anche all’Europa: “La libertà dei media non può essere mai considerata acquisita. È per questo che ci siamo battuti per l’European Media Freedom Act e che oggi vigiliamo sulla sua piena attuazione. Senza una stampa libera, la democrazia semplicemente non esiste”, conclude Ruotolo.
