3 Luglio 2026, venerdì
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Israele, Reporter Senza Frontiere accusa: “Si vogliono silenziare le voci indipendenti”

Dopo il raid sull’ospedale di Khan Younis, cresce la denuncia internazionale: mai così grave la minaccia alla sicurezza dei giornalisti. Trump prende le distanze: “Non sono contento”

Reporter Senza Frontiere torna a lanciare un duro atto d’accusa contro Israele. L’organizzazione internazionale per la difesa della libertà di stampa, per bocca del suo direttore generale Thibaut Bruttin, ha reagito con parole nette all’attacco delle Forze di difesa israeliane contro l’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. “I difensori della libertà di stampa non avevano mai assistito a un regresso così grave per la sicurezza dei giornalisti”, ha affermato Bruttin, denunciando la morte di reporter non solo in attacchi indiscriminati, ma anche in azioni mirate che lo stesso esercito israeliano ha riconosciuto di aver condotto. “Stanno facendo tutto il possibile per mettere a tacere le voci indipendenti che cercano di raccontare ciò che accade a Gaza”, ha aggiunto.

Le accuse arrivano mentre il bilancio delle vittime del conflitto continua a crescere. Secondo quanto riferito dal movimento islamista Hamas, citato dall’agenzia di stampa palestinese Wafa, dal 7 ottobre 2023 a oggi sarebbero 62.744 i morti e 158.259 i feriti nella Striscia di Gaza a causa delle operazioni militari israeliane. Solo nelle ultime 24 ore, almeno 28 persone avrebbero perso la vita e altre 84 sarebbero rimaste ferite. Dati drammatici, ma impossibili da verificare in modo indipendente: includono infatti sia civili che combattenti, senza distinzione.

La tensione internazionale si riflette anche nelle dichiarazioni politiche. Interpellato nello Studio Ovale dai giornalisti, Donald Trump ha preso posizione in modo prudente ma critico: “Non sapevo del raid sull’ospedale di Gaza, ma non ne sono contento”, ha detto l’ex presidente degli Stati Uniti, segnalando un distacco rispetto alla linea più tradizionalmente filo-israeliana del Partito repubblicano.

Le parole di Bruttin, che sottolineano il rischio per la libertà di informazione in un conflitto già segnato da accuse di violazioni del diritto umanitario, si inseriscono in un quadro di crescente allarme da parte di organizzazioni internazionali e osservatori indipendenti. La Striscia di Gaza, bombardata quotidianamente da oltre dieci mesi, è ormai considerata tra le aree più pericolose al mondo per i reporter.

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