1 Giugno 2026, lunedì
HomeItaliaPoliticaParamonov attacca l’Italia: “Contagiata da russofobia e ucrofilia, Mosca non si fida...

Paramonov attacca l’Italia: “Contagiata da russofobia e ucrofilia, Mosca non si fida più di Roma”

In un’intervista al quotidiano Izvestia, l’ambasciatore russo a Roma, Alexei Paramonov, pronuncia parole durissime contro le istituzioni italiane, accusandole di ostilità sistemica verso Mosca e denunciando la perdita di ogni fiducia nei rapporti bilaterali.

Le parole dell’ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, rilasciate al quotidiano moscovita Izvestia, segnano un nuovo picco di tensione diplomatica tra Roma e Mosca. In un’intervista dai toni aspri e volutamente provocatori, il rappresentante del Cremlino accusa le élite italiane di essere state “infettate” da due nuovi virus: “la russofobia e l’ucrofilia, che acquisiscono forme particolarmente aggressive”. Una retorica che si inserisce nel più ampio quadro del deterioramento dei rapporti tra la Russia e i Paesi europei in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte delle forze russe nel febbraio 2022.

Paramonov afferma senza mezzi termini che “la Russia non deve fidarsi affatto degli interlocutori ufficiali italiani”, dichiarazione che suona come una rottura definitiva delle residue forme di dialogo diplomatico. Non si tratta di un incidente isolato, ma di un’escalation verbale che riflette un orientamento consolidato della diplomazia russa, sempre più incline ad adottare un linguaggio bellicoso nei confronti delle cancellerie occidentali ritenute responsabili di sostenere politicamente, economicamente e militarmente l’Ucraina.

Nel lessico dell’ambasciatore si fondono elementi di propaganda e un preciso messaggio politico: la “russofobia” diventa l’accusa generica rivolta a chiunque critichi l’operato del Cremlino, mentre l’“ucrofilia” è il neologismo spregiativo con cui si etichetta il sostegno occidentale a Kiev. Attribuendo queste “patologie” alle classi dirigenti italiane, Paramonov si spinge oltre la critica consueta, suggerendo che la postura filo-ucraina dell’Italia non sia solo una scelta politica, ma un vero e proprio cedimento etico e culturale, quasi una forma di tradimento delle relazioni storiche con la Russia.

L’Italia, va ricordato, è tra i membri della NATO e dell’Unione Europea che, pur con alcune sfumature, ha aderito alle sanzioni contro la Russia, ha fornito aiuti all’Ucraina e ha condannato con fermezza l’aggressione russa. Le parole dell’ambasciatore possono dunque essere lette anche come una reazione alla linea di politica estera seguita dal governo italiano – in continuità con gli esecutivi precedenti – e all’adesione convinta all’asse euro-atlantico.

L’intervento di Paramonov arriva in un momento in cui le relazioni diplomatiche tra Roma e Mosca sono già ridotte ai minimi termini. Se nei primi mesi del conflitto ucraino il governo italiano aveva comunque mantenuto un canale di comunicazione istituzionale con la Federazione Russa, oggi quel dialogo appare ormai formalmente svuotato. Le parole dell’ambasciatore sembrano voler certificare questa distanza, con l’intento, tutt’altro che velato, di minare ulteriormente la fiducia e gettare discredito sull’Italia come partner affidabile nel contesto internazionale.

In diplomazia, certe frasi non sono mai semplici esternazioni individuali, ma parte di una strategia comunicativa più ampia. Che Paramonov abbia scelto un giornale come Izvestia – voce vicina al potere e amplificatore delle posizioni ufficiali del Cremlino – non è un dettaglio secondario. Il messaggio, seppure indirizzato all’opinione pubblica russa, è chiaramente rivolto anche all’Italia e, per estensione, a tutti gli alleati occidentali.

Il governo italiano, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in risposta, ma non è escluso che nei prossimi giorni la Farnesina o Palazzo Chigi decidano di reagire in modo formale. In passato, prese di posizione simili da parte dell’ambasciata russa – anche attraverso i canali social – hanno già provocato dure repliche da parte del Ministero degli Esteri italiano, soprattutto quando hanno toccato il terreno sensibile della disinformazione o della manipolazione storica.

Le parole dell’ambasciatore Paramonov sono dunque da leggere non solo come un attacco frontale alla classe politica italiana, ma come un segnale più profondo: la Russia non riconosce più nell’Italia un interlocutore credibile, e intende continuare a muoversi sulla scena internazionale con logiche di contrapposizione e isolamento rispetto all’Occidente. Un atteggiamento che rende sempre più remota la prospettiva di una soluzione diplomatica al conflitto in Ucraina e alimenta la frattura tra Mosca e le democrazie europee.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti