29 Giugno 2026, lunedì
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Leclerc conquista la pole a Budapest, Ferrari sorprende e beffa le McLaren

Colpo di scena all’Hungaroring: il monegasco firma una pole inattesa in condizioni meteo mutevoli, approfittando di un finale caotico. Delusione per Hamilton, Verstappen fuori dai primi sei, brillante debutto per Bortoleto.

Budapest – Un sabato dai contorni inaspettati all’Hungaroring, dove Charles Leclerc ha conquistato la sua prima pole position in carriera sul tracciato ungherese, regalando alla Ferrari un acuto che nessuno, alla vigilia delle qualifiche, avrebbe osato pronosticare. Il crono finale – 1:15.372 – è maturato nell’ultima tornata del Q3, approfittando di un’improvvisa variazione delle condizioni del vento, che ha scombinato le gerarchie fino a quel momento consolidate.

A farne le spese sono state, soprattutto, le McLaren: Oscar Piastri e Lando Norris, protagonisti sin dalle prove libere, hanno visto sfumare la prima fila per una manciata di millesimi. L’australiano si è fermato a 26 millesimi dalla vetta, l’inglese a 41. Entrambi si sono dovuti arrendere a un Leclerc efficace e lucido nel gestire le condizioni imprevedibili del tracciato, in un colpo di reni tecnico e mentale che restituisce fiducia a Maranello dopo un periodo interlocutorio.

La Ferrari e il suo doppio volto
Se il sabato di Leclerc brilla di luce propria, il resto del box Ferrari vive tutt’altra realtà. Carlos Sainz, transitato in Williams, partirà dalla settima fila; mentre la seconda monoposto rossa – sorprendentemente nelle mani di Lewis Hamilton in questa configurazione inedita e temporanea – ha chiuso le qualifiche mestamente fuori dal Q3, con il sette volte campione del mondo relegato alla tredicesima posizione. Uno smacco non solo tecnico, ma anche emotivo, se si considera che Hamilton è stato nove volte in pole proprio a Budapest. Il suo sfogo, raccolto dai microfoni nel post-qualifica – “Forse bisogna cambiare pilota” – è sembrato rivolto più a sé stesso che al team.

Piastri e Norris: la beffa degli ultimi secondi
Le due McLaren, forti di una monoposto tecnicamente evoluta e ben adattata ai saliscendi del circuito magiaro, hanno comandato buona parte delle qualifiche. Tuttavia, nell’ultimo e decisivo giro l’inerzia si è capovolta. Le raffiche di vento, mutando direzione in pochi minuti, hanno rimescolato i riferimenti. Leclerc ne ha approfittato con una gestione del tempo e delle traiettorie quasi chirurgica, mentre Piastri e Norris – forse troppo fiduciosi nelle loro prestazioni precedenti – non hanno saputo adeguarsi al nuovo scenario.

Russell salva la Mercedes, Verstappen in ombra
George Russell ha limitato i danni per Mercedes, portandosi in seconda fila con il quarto tempo utile, mentre l’altra freccia d’argento – quella affidata temporaneamente ad Hamilton – ha mancato il Q3.

Deludente, invece, la prestazione di Max Verstappen. Il campione del mondo in carica partirà addirittura dall’ottava posizione, alle spalle del sorprendente Gabriel Bortoleto, rookie brasiliano in forze alla Sauber, autore di un fine settimana impeccabile fin dalle prime libere. Il giovane talento ha dimostrato compostezza e coraggio, sfruttando ogni opportunità nel Q2 e confermandosi anche nel Q3, con un crono che lo ha issato addirittura davanti al tre volte iridato.

Aston Martin, Racing Bulls e i nuovi nomi che avanzano
La terza fila sarà occupata da Fernando Alonso e Lance Stroll, a conferma di una Aston Martin solida e costante, ma ancora lontana dal ritmo necessario per la pole.

Colpisce, invece, la presenza delle due Racing Bulls in quinta fila, con Liam Lawson e Isack Hadjar. Per entrambi, una prestazione matura, utile a consolidare la posizione all’interno di un team sempre più orientato alla crescita dei giovani talenti.

Rookies, ritorni e nostalgie nella seconda metà dello schieramento
Fuori dal Q3 per un soffio, Andrea Kimi Antonelli si conferma primo degli esclusi, lasciando la sensazione di poter aspirare a ben altri risultati già nel prossimo futuro. Accanto a lui, Oliver Bearman con la Haas motorizzata Ferrari: una sesta fila che rappresenta il futuro prossimo della Formula 1.

Dietro di loro, una settima fila che profuma di esperienza e, forse, di nostalgia: Lewis Hamilton – visibilmente contrariato – e Carlos Sainz, separati da anni di rivalità in pista ma uniti da un sabato da dimenticare. Ancora più indietro, Franco Colapinto (Alpine), che per la prima volta si mette davanti al compagno di squadra Pierre Gasly, e Yuki Tsunoda, primo degli esclusi al termine del Q1, su una Red Bull parsa sorprendentemente nervosa e poco reattiva.

Completano lo schieramento Esteban Ocon (Haas-Ferrari), e i due fanalini di coda: Nico Hülkenberg, lontanissimo da un Bortoleto oggi imprendibile, e Alexander Albon, autore di una prestazione sottotono rispetto al suo compagno di squadra.

Un sabato che non sarà dimenticato
Le qualifiche del Gran Premio d’Ungheria 2025 entrano di diritto tra i sabati più imprevedibili della stagione. Leclerc, che sul tracciato magiaro non aveva mai centrato una pole, ha saputo cogliere il momento perfetto, trasformando un contesto tecnico complicato in un’occasione d’oro.

Le McLaren sono state beffate sul filo dei millesimi, Mercedes resta a metà del guado, e Verstappen si ritrova – per una volta – costretto alla rimonta. Ma soprattutto, il fine settimana di Budapest racconta la parabola sorprendente di nuovi protagonisti: Hadjar, Lawson, Bearman, Antonelli, Colapinto e soprattutto Bortoleto.

La gara di domenica si preannuncia incerta, con molte variabili in gioco: la strategia delle gomme, il meteo, e un tracciato su cui sorpassare resta difficile. Ma intanto, almeno per una notte, la Ferrari torna a respirare aria di prima fila. E Leclerc può sorridere, consapevole di aver colto l’attimo, forse in controtendenza con le aspettative, ma perfettamente in linea con il suo talento.

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