La polemica sulla natura della violenza e l’apertura di sportelli di ascolto per uomini maltrattati continua a tenere banco, assumendo nuove sfumature. Dopo le aspre critiche della senatrice Valeria Valente (PD) alle iniziative volte a riconoscere la sofferenza maschile, l’avvocato Angelo Pisani, autore e promotore di progetti a tutela delle vittime di violenza, ha risposto con un gesto simbolico e civile: la donazione del suo libro “L’altra violenza…” a parlamentari, esponenti politici e figure del mondo dell’informazione.
L’iniziativa di Pisani è una replica pacata ma ferma alle posizioni della senatrice Valente e di parte della Commissione d’inchiesta sul Femminicidio e la violenza di genere. L’avvocato ha spedito copie del suo volume a membri della Commissione come Cecilia D’Elia, Sara Ferrari, Antonella Forattini, Valentina Ghio e Filippo Sensi, oltre a esponenti dem come la stessa Valeria Valente e Stefano Bonaccini. Tra i destinatari anche nomi noti del giornalismo e dell’opinione pubblica, tra cui Lorenzo Tosa e Stefano Boccaccini, e “tanti giornalisti che non hanno capito che la violenza non ha sesso”.
La scelta è motivata dalla volontà di aprire un dialogo civile e di sensibilizzare su un punto cruciale per il benessere sociale, in particolare dei giovani: la violenza non ha genere sessuale e deve essere condannata sempre e ovunque, senza distinzioni ideologiche. Pisani definisce il suo un “libro scomodo per chi non vuole ascoltare e ha altri interessi”, ma lo ha scritto per raccontare storie vere e “ricordare la Costituzione”, dedicandolo a “tutte le vittime di violenza senza pregiudizi e discriminazioni”.
“L’altra violenza…” affronta la realtà degli uomini vittime di abusi fisici, psicologici, economici, sociali e giudiziari, oltre che di discriminazione. Storie di padri allontanati, figli privati di affetto e verità, uomini la cui sofferenza rimane spesso senza voce. L’autore denuncia i pregiudizi culturali e le “storture giudiziarie” che colpiscono chi non rientra nelle narrazioni prevalenti. “La dignità non ha genere e la giustizia, se non è per tutti, non è giustizia”, afferma Pisani, con l’intento di rompere il silenzio su una realtà spesso ignorata.
Il gesto di Pisani giunge come diretta risposta alle recenti dichiarazioni della senatrice Valente, che aveva criticato i manifesti del 1523.it e l’apertura di uno sportello per uomini maltrattati. La senatrice aveva definito tali iniziative “un attacco a tutto l’impegno che viene portato avanti per sconfiggere la cultura patriarcale che è la matrice della violenza maschile sulle donne. Un attacco ai centri antiviolenza e alle operatrici […]. Un attacco soprattutto alle donne. Tutte”.
Valente aveva inoltre sostenuto che iniziative del genere “alimentano una visione distorta” e che “la violenza ha un solo sesso, quello maschile”, affermando: “Questo tipo di violenza fondata sulla cultura del possesso e del controllo deve essere chiamata con il suo vero e unico nome: violenza maschile contro le donne”.
Le dichiarazioni della senatrice hanno innescato un’immediata reazione legale. Un esposto è stato presentato contro Valente alla Procura della Repubblica di Napoli, ipotizzando reati come istigazione all’odio o alla discriminazione. La stessa Valente ha pubblicamente parlato di un “attacco” nei suoi confronti, e il gruppo PD in Commissione ha espresso solidarietà, definendo l’episodio un “intimidazione”.
Tuttavia, il dibattito non si è limitato agli ambienti politici e giudiziari. Sui social media, la posizione della senatrice Valente ha suscitato ampie critiche anche all’interno del suo stesso partito. Si registra, in via personale, che circa l’80% delle contestazioni provengono da esponenti e simpatizzanti del Partito Democratico, segno di un disagio diffuso rispetto all’esclusività del concetto di “violenza di genere” unicamente associata al sesso maschile.
Un ulteriore elemento di riflessione emerge dall’ultimo post social della senatrice Valente. Sebbene non vi sia un’ammissione esplicita di errore, l’ultima comunicazione include un riferimento alla “tutela degli uomini”, un’espressione assente nelle sue precedenti dichiarazioni. Questa inclusione fa pensare a una retromarcia o, quantomeno, a una presa di coscienza da parte della senatrice sull’opportunità di ampliare lo spettro di considerazione delle vittime di violenza.
L’avvocato Pisani, pur ribadendo di aver sempre difeso e tutelato le donne, come nel caso delle bambine di Caivano, si dissocia da qualsiasi accusa di attacco personale alla Valente, definendosi “vittima di un chiaro esempio di violenza politica e manipolazione della comunicazione”. La sua risposta è stata quella di un gesto concreto e pacato: un invito alla lettura e alla riflessione, non alla contrapposizione.
Secondo Pisani, riconoscere la violenza contro gli uomini non significa negare quella contro le donne. Significa piuttosto denunciare una lacuna nel sistema che, se ignorata, mina l’equità e la credibilità della giustizia. Con la donazione del suo libro, l’avvocato riafferma un principio semplice ma potente: la violenza va condannata sempre, a prescindere dal sesso di chi la subisce o la infligge. E la giustizia, per essere tale, deve saper ascoltare tutti.
“La violenza non ha sesso”: l’avvocato Pisani risponde a Valente con un libro
Dopo le critiche alle iniziative per uomini maltrattati, l’autore de L’altra violenza… invia il suo volume a politici e giornalisti: “Giustizia è ascoltare tutte le vittime, senza pregiudizi”
