29 Giugno 2026, lunedì
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Stupro in carcere a Ferrara, la denuncia di Zan: “Una vergogna per un Paese civile”

Dopo la violenza subita da una donna trans detenuta, l’eurodeputato Pd chiede misure urgenti: "Serve una legge sull’identità di genere e contro i crimini d’odio"

“Una tragedia, ma soprattutto una vergogna per un Paese che si definisce civile.” Con queste parole, Alessandro Zan, eurodeputato del Partito Democratico e responsabile Diritti nella segreteria nazionale, commenta con fermezza quanto accaduto nel carcere di Ferrara, dove una donna trans è stata violentata da quattro detenuti.

Il fatto, di una gravità estrema, ha sollevato un’ondata di indignazione e pone interrogativi urgenti sulle condizioni di detenzione delle persone transgender nelle carceri italiane. “È inaccettabile – incalza Zan – che i direttori degli istituti penitenziari continuino a collocare donne trans nei reparti maschili. Una donna è una donna. Punto. E una donna non si mette in cella con quattro uomini.”

Le parole del parlamentare europeo non si limitano alla condanna dell’accaduto: la sua è una chiamata alla responsabilità politica e istituzionale. “Chi ancora oggi deride, ostacola o strumentalizza i percorsi di riconoscimento dell’identità di genere, chi alimenta una cultura dell’odio contro le persone trans, è corresponsabile, politicamente e moralmente, di queste violenze.”

Zan chiede una risposta immediata, concreta, sistemica: una revisione urgente delle norme carcerarie che riguardano le persone transgender, affinché la loro identità sia rispettata anche dietro le sbarre. Ma soprattutto, rilancia la battaglia per una legge sul riconoscimento dell’identità di genere e contro i crimini d’odio, una lacuna normativa che in Italia resta ancora aperta.

“Non si può aspettare il prossimo stupro per muoversi,” ammonisce. Alla vittima, vittima due volte – della violenza subita e dell’abbandono istituzionale – Zan esprime “piena solidarietà e vicinanza”.

Il caso di Ferrara riporta al centro del dibattito una questione spesso ignorata: la tutela delle persone trans nei luoghi di privazione della libertà. La mancata adozione di protocolli adeguati espone queste persone a gravi rischi, in un sistema che ancora fatica a garantire il rispetto dei diritti fondamentali.

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