6 Ottobre 2026, martedì
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Iran sotto attacco, Khamenei sfida gli USA: “Mai ci arrenderemo”

Escalation in Medio Oriente: nuovi raid israeliani su Teheran, blackout internet in Iran e bombardieri americani nell’Oceano Indiano. Trump parla di dialogo, Teheran smentisce con fermezza.

Teheran brucia mentre il mondo trattiene il fiato. Con un messaggio televisivo trasmesso in diretta nazionale, la Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, ha rotto il silenzio per lanciare un messaggio netto: “Non ci arrenderemo mai. Resisteremo a ogni forma di aggressione. L’intervento militare degli Stati Uniti provocherebbe danni irreparabili per la regione e per il mondo”. È l’ennesimo capitolo di una crisi che evolve ora dopo ora, tra missili, propaganda e blackout digitali.

A fare da sfondo, l’intensificarsi dei bombardamenti israeliani: nella notte, esplosioni hanno illuminato il cielo della capitale iraniana, mentre una densa colonna di fumo bianco si è sollevata dal cuore di Teheran. Secondo fonti della Difesa israeliana, l’aeronautica avrebbe colpito la sede della sicurezza interna iraniana, definita “il principale braccio della repressione del regime”.

Sul fronte diplomatico, la tensione non è da meno. Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che Teheran avrebbe chiesto un incontro ufficiale negli Stati Uniti, ma la risposta iraniana non si è fatta attendere: una smentita secca da parte dei pasdaran, le Guardie della Rivoluzione. “Non abbiamo mai avanzato alcuna richiesta di colloquio. Trump è un guerrafondaio”, si legge nel comunicato ufficiale diffuso poche ore dopo.

Intanto, gli Stati Uniti alzano il livello dello scontro strategico: quattro bombardieri B-2, in grado di colpire obiettivi nucleari con estrema precisione, sono stati dispiegati in una base segreta nell’Oceano Indiano. Una mossa che, secondo fonti del Pentagono, ha lo scopo di “mantenere ogni opzione sul tavolo”, inclusa la possibilità di intervenire direttamente per neutralizzare i siti nucleari iraniani, in particolare quello sotterraneo e altamente protetto di Fordow.

A rendere ancora più tesa la situazione è arrivata la notizia di un blackout informatico quasi totale in Iran. L’Osservatorio indipendente NetBlocks, che monitora in tempo reale la connettività globale, ha segnalato un’interruzione diffusa dell’accesso a internet in tutto il Paese. “Il blackout segue una serie di interruzioni parziali verificatesi nei giorni scorsi, nel contesto di una crescente escalation militare con Israele”, spiega un portavoce dell’organizzazione.

Sullo sfondo, una popolazione in allarme, città sotto assedio e un futuro sempre più incerto per una regione già lacerata da anni di conflitti. L’orizzonte mediorientale si fa cupo, mentre le diplomazie internazionali sembrano incapaci – o non intenzionate – a disinnescare una bomba geopolitica ormai sull’orlo dell’esplosione.

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