BOULDER (Colorado) – È stato definito un “attacco terroristico mirato” quello avvenuto nelle scorse ore nel cuore di Boulder, dove un uomo ha aggredito con un lanciafiamme artigianale e bottiglie molotov i partecipanti a una manifestazione pro Israele. Il bilancio è pesante: otto feriti, tutti anziani tra i 67 e gli 88 anni. L’FBI ha avviato un’indagine formale, parlando apertamente di un atto di matrice terroristica.
A compiere l’attacco è stato Mohamed Sabry Soliman, 45 anni, arrestato dopo essere stato a sua volta medicato per ferite superficiali. Durante l’azione violenta avrebbe urlato “Palestina libera”, secondo quanto riferito dalle autorità locali. La marcia colpita era organizzata in ricordo degli ostaggi israeliani ancora prigionieri nella Striscia di Gaza.
Un quartiere sotto assedio
La polizia di Boulder ha immediatamente transennato e evacuato diversi isolati della zona, normalmente affollata, generando momenti di panico tra residenti e commercianti. Gli artificieri sono intervenuti per bonificare l’area, temendo la presenza di altri ordigni. Al momento non risultano complici né altre minacce attive, ma la sicurezza resta rafforzata in tutto il Colorado.
Le reazioni ufficiali
“Atti di odio di qualsiasi tipo sono inaccettabili”, ha dichiarato il governatore del Colorado, Jared Polis. L’episodio ha scosso anche la politica internazionale. Dura la reazione del ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, che su X ha scritto: “Scioccato dal terribile attacco terroristico antisemita contro gli ebrei a Boulder. Questo è puro antisemitismo, alimentato dalle calunnie diffuse dai media”.
Un clima sempre più teso
L’attentato si inserisce in un contesto internazionale sempre più polarizzato, dove le tensioni legate al conflitto israelo-palestinese si riflettono con crescente violenza anche nelle piazze occidentali. Secondo fonti investigative, l’attentatore non risulta affiliato a gruppi estremisti noti, ma non si esclude un’azione ispirata dall’odio e da una radicalizzazione individuale.
Intanto, il Dipartimento di Giustizia ha confermato che Soliman sarà incriminato per tentato omicidio plurimo, possesso di armi incendiarie e terrorismo domestico.
Una ferita nella comunità
A Boulder, città universitaria e progressista, il trauma è profondo. “Questa violenza è un attacco al nostro senso di comunità e al diritto di esprimere liberamente la propria fede e le proprie opinioni”, ha detto in conferenza stampa il sindaco Aaron Brockett. Numerose veglie e manifestazioni di solidarietà sono previste nei prossimi giorni.
Il caso di Boulder, che ha già attirato l’attenzione dei media internazionali, pone ancora una volta l’accento su quanto fragile sia il confine tra dissenso politico e violenza ideologica, in un’America attraversata da tensioni etniche e religiose mai sopite.
