25 Ottobre 2026, domenica
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Messico, tragedia in un centro di recupero: almeno 12 morti in un incendio a San Jose Iturbe

Si indaga sulle condizioni del centro e sulle cause del rogo. È il secondo caso in pochi mesi.

CITTÀ DEL MESSICO – Una nuova tragedia scuote il Messico: almeno dodici persone sono morte in un incendio divampato all’interno di un centro di riabilitazione per tossicodipendenti a San Jose Iturbe, nello stato di Guanajuato. Le fiamme si sono propagate rapidamente intrappolando le vittime, che secondo le prime ricostruzioni sarebbero state rinchiuse e impossibilitate a fuggire.

Le autorità locali parlano di un bilancio ancora provvisorio, con numerosi feriti e dispersi. I vigili del fuoco, intervenuti nella notte, hanno lavorato per ore per domare l’incendio e mettere in sicurezza la struttura, che al momento dell’arrivo era già in gran parte avvolta dalle fiamme.

Sotto accusa le condizioni del centro

Le indagini sono ora concentrate sulle condizioni in cui operava il centro di recupero, che potrebbe essere privo delle necessarie autorizzazioni sanitarie e di sicurezza. In molti casi, queste strutture – spesso nate come iniziative private o religiose – operano ai margini del sistema sanitario nazionale, senza alcuna supervisione e con gravi carenze strutturali.

Fonti investigative hanno riferito che le vittime erano chiuse a chiave in stanze senza uscite di emergenza e che non sarebbero riuscite a mettersi in salvo proprio a causa delle misure coercitive adottate dal personale. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo plurimo e violazione delle norme di sicurezza. Alcuni operatori del centro sono già stati ascoltati dagli inquirenti.

Un dramma che si ripete

L’incendio di San Jose Iturbe riporta alla memoria un episodio simile avvenuto solo pochi mesi fa, a febbraio, in un altro centro di riabilitazione a Città del Messico, dove cinque persone persero la vita in circostanze analoghe. Anche in quel caso, le condizioni della struttura e la mancanza di controlli furono al centro delle critiche.

Secondo un rapporto del Ministero della Salute messicano, oltre il 60% dei centri di disintossicazione del Paese opera senza licenza. Molti ospiti denunciano abusi fisici e psicologici, isolamento forzato e trattamenti non regolamentati.

Dolore e indignazione

Il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador ha espresso cordoglio per le vittime e ha annunciato l’apertura di un’inchiesta a livello federale. “È inaccettabile che persone vulnerabili vengano lasciate in balia di strutture che non garantiscono nemmeno il diritto alla sopravvivenza”, ha dichiarato in conferenza stampa.

Nel frattempo, familiari delle vittime e attivisti per i diritti umani chiedono un intervento urgente per mappare, regolare e monitorare tutti i centri di recupero attivi sul territorio nazionale. “Non possiamo più tollerare che il recupero dalla dipendenza diventi una condanna a morte”, ha dichiarato la direttrice dell’organizzazione non governativa Red de Apoyo para Adictos.

La tragedia di San Jose Iturbe pone l’ennesima, dolorosa luce su una realtà spesso ignorata: quella di migliaia di uomini e donne che cercano aiuto per uscire dalla dipendenza e finiscono invece imprigionati in strutture fatiscenti, dimenticati dallo Stato e abbandonati a un destino segnato.

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